29 Giugno Giornata Mondiale della Sclerosi Sistemica

Associazione Nazionale di Pazienti e Famigliari,
Volontariato e Solidarietà Famigliare.

QI “Reumatologia, il caso Puglia: una rete piena di buchi”

Con Dgr 2811 del 30 dicembre 2014 la Puglia si è dotata del servizio di “Rete Reumatologica Regionale” Si può quindi pensare che nella definizione di “rete regionale” tutte le possibili strutture di specialità sparse sul territorio vengano organizzate e implementate per definire gli obiettivi.Vengono invece tralasciati in questo provvedimento numerosi centri e U.O.S. di Reumatologia  con volume di utenza e di prestazioni maggiore di quelli censiti oltre che tutti i medici con ore di specialistica sul territorio.

Si segnala l’esclusione della U.O. afferente all’Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo (FG), centro di riferimento Malattie Rare, da oltre 20 anni  attiva sul territorio, con circa 4.000 visite ambulatoriali/anno, 700 ricoveri specialistici e  2.500 accessi in DH terapeutico/anno.Così come quella della U.O.S. di Reumatologia dell’Ente Ecclesiastico Ospedale Generale Regionale “F. Miulli” (Ba) Cancellata anche l’U.O.S di Reumatologia del “Perrino” di Brindisi con 25 anni di importante attività assistenziale specialistica. Anche in questo caso parliamo di un numero rilevante di visite ambulatoriali, DH e ricoveri specialistici.E’ stata cancellata anche la U.O.S. di Reumatologia afferente alla U.O.C. di Medicina Universitaria di Foggia, (Centro Antares dal 2000) che, al pari delle due precedenti, insiste anche elevata competenza non solo reumatologica ma anche internistica, condizione che rende certamente più completo l’inquadramento clinico del malato reumatico.Così come anche la U.O.S. di Patologie Reumatiche e Autoimmuni Sistemiche nel Policlinico di Bari, diretta dal Prof. Perosa Ordinario di Reumatologia.

In considerazione che il totale degli ammalati censiti in Puglia al 31.12.2013 corrisponde a 28.228 (numeri in difetto) quale è stato l’indicatore di scelta per l’individuazione dei nodi di rete che anziché ottimizzare le prestazioni, comporta una contrazione dell’offerta, chiudendo servizi attivi da anni e quindi importantissimi per l’ammalato? Se lo chiede Grazia Fersini, presidente di Marea Onlus, un’associazione che si occupa appunto di malati e malattie reumatiche.

“Nella Conferenza Stato-Regioni del 5 agosto 2014 sono indicate le percentuali da rispettare per quel che concerne i bacini di utenza, identificando un Hub ogni 600.000-1.200.000 abitanti e uno spoke ogni 150.000-300.000″ precisa Fersini e “nella Regione Puglia, tenuto conto della popolazione residente (4,1milioni) e secondo i parametri indicati, dovrebbero essere presenti 3 Hub e almeno 20 spoke. La Puglia riconosce un solo Hub nel centro di Assistenza Reumatologica e di Terapie Innovative dell’Unità Operativa di Reumatologia Universitaria dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Consorziale Policlinico di Bari secondo il criterio dell’esperienza e della professionalità con 10 spoke fra l’altro organizzati tutti nelle medesime strutture.

Anche l’analoga ed omologa struttura universitaria di Foggia è stata relegata al ruolo di spoke alla stregua di un ambulatorio territoriale esautorandola di fatto anche delle potenzialità didattiche e di ricerca con il rischio di determinare una minore offerta formativa per gli specializzandi. E allora prestazioni e utenza non sono stati l’indicatore di scelta utilizzati per la riorganizzazione e ottimizzazione dei servizi”.

Non è tutto: con atto pubblico regionale si è reso equipollente il Master abilitante in Reumatologia per la sola Pediatria al titolo di specializzazione che si consegue in 4 anni. Il tutto esclusivamente per identificare e per giustificare la presenza di uno spoke sul “Perrino” di Brindisi che viene definito “Ambulatorio di Reumatologia presso la U.O. di Pediatria” escludendo l’ambulatorio di Reumatologia Pediatrica presso la U.O. di Medicina del “Giovanni XXXIII” a Bari, attivo da almeno 10 anni nel quale presta assistenza un pediatra con titolo di specializzazione in Reumatologia.

“In Puglia si assiste al perpetuarsi di un decisionismo concesso non si sa per quale diritto a pochi, unici privilegiati, capaci proprio per mancanza di contraddittorio, di generare delibere tecnicamente e strutturalmente inadeguate e discriminatorie. Il tutto in contrasto con quello che è alla base di un progetto di rete in cui lo sforzo di tutti gli attori dovrebbe essere rivolto ad una reingegnerizzazione dei servizi ed inclusione delle strutture già esistenti, al fine di offrire un percorso agevole per l’ammalato, controllare e monitorare la spesa pubblica con minori sprechi del SSR”, deduce amaramente Fersini. Marea, inoltre, non tralascia di notare anche che le perplessità più grandi nascono dalla considerazione di come l’Associazione APMAR [un’altra associazione del settore], attore al tavolo di lavoro e menzionata in Dgr, possa aver dato il suo assenso e avvallato un provvedimento chiaramente assemblato contro l’ammalato e le cui conseguenze saranno catastrofiche se si dovesse per davvero rendere attuativo così come è stato deliberato. “Come Marea Onlus” conclude Fersini, “chiedo che i centri ed i medici territoriali con ore di specialistica esclusi in Dgr, vengano immediatamente inseriti nella rete affinchè possano continuare ad offrire l’encomiabile servizio reso sino ad oggi alla collettività. Sarebbe auspicabile che anche la Marea Onlus venisse convocata al tavolo di lavoro come avente diritto, alla cui richiesta di farne parte nessuna risposta è mai seguita, al fine di creare il contraddittorio costruttivo necessario per creare organizzazioni fruibili per l’ammalato e con minor dispendio di risorse del Servizio Sanitario Regionale”.

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Fonte: Il Quotidiano Italiano  by
http://www.ilquotidianoitaliano.it/salute/2015/01/news/reumatologia-il-caso-puglia-una-rete-piena-di-buchi-178938.html/

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