29 Giugno Giornata Mondiale della Sclerosi Sistemica

Associazione Nazionale di Pazienti e Famigliari,
Volontariato e Solidarietà Famigliare.

Il piede sclerodermico da “Sclerosi Sistemica Appunti e Note” Featured

 

Raynaud piedi e necrosiIl coinvolgimento del piede in Sclerosi Sistemica (SSc) rappresenta un evento piuttosto comune e severo. Subisce alterazioni a carico di tutte le strutture anatomiche che lo compongono.

Dott. Vito Calvello – Podologo – Università degli Studi di Perugia

 

 

 

La cute, come negli altri distretti, è soggetta a svariate alterazioni. Nella fase sclerotica, ad esempio, l’eccessivo spessore cutaneo provoca contratture in flessione rappresentate da deformità digitali come le dita a martello e da un ridotto contatto tra piede e suolo in seguito all’accentuarsi della volta plantare. Tali deformità favoriscono la formazione di aree sottoposte ad un maggior carico pressorio sulla superficie plantare e a frizione con la calzatura sul dorso delle dita. Una costante sollecitazione pressoria in queste aree favorisce l’insorgenza di callosità dolenti sia alla deambulazione che alla stazione eretta. Il callo rappresenta un corpo estraneo per l’integrità cutanea che, col tempo, se non rimosso, può lesionarsi e generare un’ ulcera.

La velocità di trasformazione da callo ad ulcera dipende non solo dalle alterate sollecitazioni meccaniche ma anche dalla gravità con cui si manifesta il fenomeno di Raynaud al piede, in quanto, essendo un evento ischemico che riduce l’apporto di sangue ed ossigeno ai tessuti, favorisce l’evoluzione e ritarda la guarigione della lesione.
Se l’ulcera viene trascurata può, col tempo, aumentare di diametro e profondità coinvolgendo anche i muscoli o addirittura l’osso procurando al soggetto affetto dolore urente ed insopportabile. Se non si interviene, la zona colpita può andare incontro a gangrena che, in breve tempo, può estendersi interessando aree sempre più ampie e portando ad amputazione rendendo, quindi, l’individuo un disabile.

Le strutture osteo-articolari e muscolo-tendinee sono soggette a fenomeni degenerativi e infiammatori. Alcuni di questi, a carico di ossa ed articolazioni, sono rappresentati da consumo della cartilagine, formazione di speroni ossei, perdita di densità ossea, riassorbimento delle falangi, ispessimento eccessivo di un’area cartilaginea, infiammazione della sinovia. Muscoli e tendini sono, invece, soggetti a riduzione della forza muscolare, infiammazione dei tendini e della guaina che li avvolge, infiammazione del punto d’inserzione di un tendine o legamento all’osso. La forte aderenza della guaina avvolgente le articolazioni e i tendini alla cute, è responsabile degli “scrosci articolari” e degli “sfregamenti tendinei” udibili al loro movimento. Tutte queste complicanze, sono aggravate da un fattore esterno, il carico, che ne favorisce l’evoluzione. Clinicamente sono espresse da importanti deformità e dolore. L’individuo, quindi, non riesce più a camminare o correre o saltare o svolgere qualsiasi attività, in stazione eretta, con semplicità e spontaneità. È costretto ad atteggiamenti di compenso volti a evitare l’accentuarsi del dolore, ma questi, nel contempo, possono provocare danni su altri distretti quali la colonna vertebrale.

Per tutti questi motivi il soggetto sclerodermico deve proteggere i propri piedi per evitare l’insorgenza di qualsiasi complicanza sia di tipo vascolare o articolare o muscolare. Fondamentale è la prevenzione delle ulcere ischemiche e la cura di queste se già presenti, come fondamentale è limitare i danni a carico dell’apparato locomotore  mediante ortesi plantari atte a controllare a lungo termine i problemi meccanici locali e ortesi in silicone per correggere piccole deformità digitali ed evitare l’attrito dito-dito e/o dito-calzatura.

Fonte: Il Quaderno della Sclerosi Sistemica " Appunti e Note" edito da Lega Italiana Sclerosi Sistemica Onlus

more info

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.