29 Giugno Giornata Mondiale della Sclerosi Sistemica

Associazione Nazionale di Pazienti e Famigliari,
Volontariato e Solidarietà Famigliare.

LADY ALGORITMO

 

Augusta Ada King. Non vi dice niente vero? Potrebbe essere una romantica signora inglese che passa il suo tempo tra partite di bridge e tè delle cinque. E apparentemente i conti tornano. Siamo nell’Ottocento, Ada è la contessa di Lovelace e suo padre è il romantico per eccellenza: il poeta George Gordon Byron. Tanto romantico che la figlia non lo vede mai e sperpera tutti i suoi averi tra donne e viaggi. Insomma, la giovane Ada sarà anche una contessa, ma con il titolo non si mangia. E quindi comincia a studiare. Non solo le materie adeguate alle donzelle del tempo. Anzi, diciamo che quelle le interessano poco. Ada ama la matematica, l’astronomia e l’ottica. A 17 anni e a una festa, Ada incontra Charles Babbage. È un noto scienziato che sta lavorando da tempo al primo computer (ovviamente meccanico) della storia: la “macchina analitica”. Prova e riprova da anni. E da anni si scontra con scogli di natura matematica. Poi incontra Ada. L’intelligente, visionaria e bellissima “incantatrice dei numeri”, come la definisce Charles. Ovviamente se ne innamora. Peraltro, la macchina analitica non interessa solo a Charles e Ada: se ne occupa anche Luigi Malerba, uno scienziato piemontese che, su questo tema, scrive un articolo in francese. Charles ne viene in possesso e chiede ad Ada di tradurlo in inglese. Lei, naturalmente, non si limita a tradurre. Aggiunge testi, note, osservazioni. Alla fine, dell’articolo di Malerba non rimane quasi nulla. Al suo posto sorge una corposa e dettagliata ricerca in cui Ada evidenzia la necessità di un sistema per la programmazione della macchina. E lo concretizza scrivendo la serie di comandi necessari per calcolare i “numeri di Bernoulli”. Ovvero, una serie numerica essenziale per la risoluzione di diversi problemi. Ovvero, il primo algoritmo della storia. Che, a uso dei più giovani, non è stato un’idea di Facebook  o Google, ma di una romantica contessa inglese, cresciuta a pane e poesia ma che, alla poesia, scelse le più pragmatiche equazioni. Anche per conquistare l’amore.

Pier Lodigiani
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