ARTI GRAFICHE E PITTORICHE

Le arti grafiche e pittoriche sfruttano la capacità dell’individuo di esprimersi nel disegno, pittura, scultura … piuttosto che attraverso la parola.

Si cerca di portare la persona a rappresentare graficamente ciò che non riesce ad esprimere a parole. L’arte diventa il veicolo per esprimere e rappresentare emozioni e affetti. Il laboratorio di arti grafiche è un ambiente luminoso dove vi si trova di tutto: dalle matite colorate, ai fogli, alle stoffe, ai legni, tutto ciò che può stimolare creatività e attenzione nel paziente ed invogliarlo a relazionarsi con gli altri.

Ovviamente diversi sono gli approcci all’arte-terapia in relazione ai diversi tipi di patologie che si hanno di fronte. Il disegno fornisce un materiale che ha la libertà del sogno. Il disegnatore racconta un po’ se stesso e viene stimolato ad esplicitare i propri conflitti, le proprie ansie prendendone alla fine, se possibile, un po’ di distacco. Il disegno può essere utilizzato anche come terapia di gruppo in cui sia il foglio che gli strumenti sono unici per tutta una serie di soggetti. Studiando le relazioni tra le persone si capiscono molte cose: il dominatore, il timido, oltre ai diversi tipi di azione e modalità trovate per risolvere le conflittualità all’interno del gruppo stesso. Uno studio estremamente interessante che, mi sento di dire, è utile anche all’interno di gruppi di lavoro. Nei casi di maltrattamento infantile il disegno è un utilissimo elemento di indagine clinica. Dal tipo di disegno, da dove il bimbo stesso si colloca all’interno di un disegno dove viene rappresentata la famiglia, si possono evincere una moltitudine di indizi che aiutano a capire il ruolo del bimbo stesso all’interno della sua famiglia e l’importanza che rivestono per lui stesso i componenti del nucleo. Queste pillole di arte-terapia vogliono in qualche modo far comprendere quanto sia importante migliorare la vita del paziente e quanto sia importante farlo in maniera serena e complice. In conclusione: il terapeuta è tenuto ad osservare il processo di sviluppo del paziente e deve sempre sostenerlo dandogli coraggio e stimoli con un sempre rinnovato entusiasmo e partecipazione.

Simona Salta

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