I SOGNI SON DESIDERI?

Uno degli strumenti a disposizione in psicoterapia è rappresentato dal sogno, fenomeno affascinante e misterioso dell’anima umana! Sì, misterioso, perché sebbene le neuroscienze ci abbiano ampiamente spiegato i processi neurologici alla base del sognare (e dell’apparente non sognare), tali spiegazioni, almeno per me, nulla tolgono al fascino del sogno, così come la conoscenza dei meccanismi alla base della circolazione o della respirazione, della digestione ecc. nulla toglie all’incanto per la meravigliosa macchina biologica che siamo.

Ed è difficile dire cosa sia un sogno: un’esperienza intima, profondamente coinvolgente (tanto che a volte ce ne destiamo turbati) realissima nel suo emozionarci, ma al contempo sfuggente e … inconsistente, inafferrabile. “Ah, era solo un sogno!” Ci diciamo al risveglio, con sollievo o rimpianto a seconda dei paesaggi terribili o meravigliosi che abbiamo attraversato.

Ancora più spesso però ci svegliamo con uno stato d’animo sospeso, con un punto di domanda: “Che avrà voluto dire questo sogno?” Già, perché noi sappiamo che un sogno vuole dirci qualcosa, è portatore di un messaggio che sentiamo ci riguarda. Il sogno ci conduce per mano dentro la realtà di noi stessi, una realtà reale ma su un piano differente, la nostra personale dimensione psichica o dell’anima. E forse è proprio la diversità dei piani che talvolta ci turba, perché sfugge a quello che siamo abituati a ritenere il nostro piano di controllo. Ma questa stessa diversità di piani può aprire nuove prospettive di comprensione, nuovi stili di coscienza, come sostiene Hillman: “Il sogno è il miglior modello dell’effettivo aspetto della psiche, perché mostra la contemporanea presenza in una singola scena di vari stili (livelli) di coscienza” (J. Hillman, Revisione della Psicologia).

Se nell’antichità i sogni erano considerati messaggi di entità superiori, esterne al sognatore, Sigmund Freud ha avuto il grande merito di mettere in relazione il materiale onirico con il mondo interno (inconscio) del sognatore e farne oggetto e strumento di studio. Sosteneva che i sogni sono la “via maestra per l’Inconscio”, essi ci raccontano come stanno veramente le cose. Desideri, paure, conflitti inconfessabili o inconfessati emergono dal profondo come immagini bizzare e incomprensibili. Tuttavia sarebbe riduttivo considerare i sogni solo frutto di materiale rimosso che emerge quando viene meno la censura posta dallo stato di veglia: essi rappresentano altresì una rielaborazione simbolica delle nostre realtà, come se, sognando, riuscissimo a pensare le cose contemporaneamente da diversi punti di vista, tanti quanti sono i personaggi e le scene del nostro sogno. E non di rado tale molteplicità apre a nuovi significati, nuove prospettive. Ecco perché è importante nel percorso psicoterapeutico avere a disposizione materiale onirico. Il sogno racconta noi a noi stessi attraverso il linguaggio sintetico ed efficiente (ancorchè talvolta ermetico o bizzarro) delle immagini e chiede di essere disvelato, esplorato attraverso il dialogo rispettoso e aperto con un altro (verosimilmente il terapeuta) disposto ad affacciarsi con noi sul nostro mondo interno, non per offrire una sua lettura, ma per sollecitare la nostra.

Anna Esposito – Psicoterapeuta

Share This