29 Giugno Giornata Mondiale della Sclerosi Sistemica

Associazione Nazionale di Pazienti e Famigliari,
Volontariato e Solidarietà Famigliare.

SGRIDARE IL CANE NON SERVE

Sappi che il tuo cane non ti crede quando sei arrabbiato.
I ricercatori hanno testato le capacità empatiche dei cani e hanno scoperto che quando vengono sgridati sono meno stimolati ad esplorare e tendono a perdere fiducia nel proprietario. Se il cane fa qualcosa che noi non vogliamo, invece di sgridarlo, per prima cosa dobbiamo mantenere un atteggiamento pacato, dicendogli un “no” deciso nel momento stesso in cui lo cogliamo sul fatto, ma senza gridare o alterarci. Il capobranco, se proprio deve redarguire un suo subalterno, lo fa con una ringhio o con uno sguardo eloquente, ma senza mai dimostrare la sua forza fisica; anche noi non dobbiamo perdere la calma e dimostrarci equilibrati – è questa la prerogativa del soggetto dominante! In secondo luogo dobbiamo far capire al cane qual è il comportamento che a noi è sgradito, ad esempio togliendogli la ciabatta che sta cercando di rosicchiare, mentre gli diciamo “no”, in modo che intenda per associazione che è proprio quello che non vogliamo che faccia.
Non perdiamo tempo in veri e propri discorsi rivolti al cane sul perché non deve fare una determinata azione, tanto non capirebbe e non faremmo altro che confonderlo! Soprattutto, ogni volta che il cucciolo cessa il comportamento indesiderato (ad esempio lascia andare la ciabatta di cui sopra) premiamolo immediatamente con un bocconcino goloso e sperticate lodi e carezze: così capirà che tutte le volte che farà quello che gli chiediamo ne otterrà una gradita ricompensa. E poi, non da ultimo, siamo pazienti! È normale che il cane sbagli: non dimentichiamo che un cucciolo fino ai quattro mesi ha una limitata capacità di autocontrollo, quindi diamogli il tempo di imparare e capire cosa vogliamo da lui, senza pretendete troppo in poco tempo.

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