29 Giugno Giornata Mondiale della Sclerosi Sistemica

Associazione Nazionale di Pazienti e Famigliari,
Volontariato e Solidarietà Famigliare.

GLI OCCHI DI RACHEL

Quanto incide la fotografia sul successo di un film? Pensiamo ad Apocalypse Now e alle sue atmosfere rosso sangue o a Ultimo Tango a Parigi con le sue ombre squarciate da impietose lame di luce. Questi film sarebbero stati gli stessi senza la genialità del tre volte Premio Oscar Vittorio Storaro? Probabilmente no.

E infatti siamo qui per presentare una nuova amica geniale che ha a che fare con le luci del cinema e con gli Oscar. Parliamo di Rachel Morrison, la prima donna nella storia della cinematografia ad aggiudicarsi una nomination all’ultima edizione degli Oscar per la categoria “Migliore Fotografia”. Un lavoro di grande arte e sensibilità ma, per ora, ancora prerogativa dei maschietti. Anzi, degli uomini con le spalle larghe. Spesso infatti l’assenza femminile da questa professione è stata spiegata dal fatto che è un mestiere duro. Fatto di complesse e pesantissime attrezzature da spostare continuamente, spesso in condizioni ambientali estreme. Un lavoro quindi poco adatto per la delicata e fragile corporatura femminile. Una spiegazione che convince davvero poco. Perché guarda caso certe cavalleresche premure, da sempre, vengono meno se la donna lavora in fabbrica o in miniera. E quindi Rachel, che ha spalle larghe da vendere, ha dato un bel calcio nelle terga all’ennesimo stereotipo sessista. Coronando la sua carriera iniziata nel 2001, quando aveva solo 22 anni, con la nomination per la prestigiosa statuetta. D’altra parte lei, con il gene della lotta per la parità, c’è nata. Da sette anni è sposata con la produttrice Rachel Garza, con lei ha un figlio e della sua relazione non ha mai fatto mistero. E anche nel corso di questo evento non ha perso occasione di sottolineare che il traguardo è “arrivare a un punto in cui siamo solo considerati direttori alla fotografia, non 'direttori alla fotografia donna'. Non bisognerebbe più pensare al genere, come accade per l'insegnante o il dottore”.  Un’affermazione che, a questo punto e ai nostri occhi, l’ha resa la “migliore”, indipendentemente dal fatto che è una star di Hollywood e che il premio dorato, alla fine, se lo sia aggiudicato qualcun altro. Di cui ci sfugge il nome.

Pier Lodigiani

 

Share Button