Le primule annunciano la primavera

Qualcuno forse ricorda una canzone degli anni ’70 che associava il primo giorno di primavera alla nascita di una primula in uno spazio di verde nella città. Quel testo rimarcava, in tal modo, il “messaggio” tradizionalmente collegato a questo fiore: quando fioriscono le primule finisce l’inverno e la natura ricomincia il suo ciclo vitale. Infatti, come indica l’origine latina del suo nome, si tratta di una pianta a fioritura precoce e diversi sono i valori simbolici che le vengono dati, come il significato di rinascita o nuovo inizio, per esempio d un’amicizia o di una speranza o, anche, di pensieri positivi.

Sono diverse centinaia le specie di piante che appartengono alla famiglia delle primulacee, ma quella più nota è la Primula Vulgaris, i cui piccoli fiori gialli si possono trovare già sbocciati verso la fine di febbraio nei luoghi erbosi e nel sottobosco dove sono presenti piante come querce, faggi, carpini, fino a quote elevate di oltre 1000 metri. Da questa sono tratti i diversi ibridi a vivaci colori che si trovano normalmente nei centri di giardinaggio.Tranne che per alcune specie, la fioritura delle primule è piuttosto breve, tanto che vengono spesso considerate come stagionali. Può però essere piacevole riuscire a mantenerle in vita tutto l’anno per poi vederle rifiorire quando ancora permane l’atmosfera invernale.Per ottenere ciò è sufficiente fare attenzione alle poche esigenze di queste piante, peraltro piuttosto rustiche e facili da curare. Possono essere coltivate sia in vaso che a dimora nelle aiuole, tenendo conto che le posizioni più favorevoli sono quelle fresche e semi ombreggiate. Il terreno deve rispecchiare per quanto possibile quello originario delle aree erbose e boschive, quindi deve essere mantenuto sempre umido, senza ristagni d’acqua, concimato saltuariamente con concimi per piante da fiore così da mantenerne il giusto livello di sostanze organiche. È bene asportare i fiori appassiti e le foglie secche. Le primule possono anche essere tenute all’interno della casa; in questo caso occorre scegliere una zona abbastanza fresca, con temperature preferibilmente inferiori ai 20 gradi, lontana da fonti di calore e correnti d’aria.

SIlvio della Casa

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