29 Giugno Giornata Mondiale della Sclerosi Sistemica

Associazione Nazionale di Pazienti e Famigliari,
Volontariato e Solidarietà Famigliare.

ANSIA, sostantivo femminile.

Ansia, sostantivo femminile, Affannosa agitazione interiore provocata da desiderio o da incertezza; Desiderio assiduo e tormentoso. Preoccupazione persistente. In psichiatria, senso di apprensione simile all'angoscia. Dal lat. anxio affliggere, inquietare, angustiare, tormentare. anxitudo, zelo, pignoleria, affanno, angoscia; forte agitazione dell'animo per desiderio, attesa o timore. E i sinonimi si sprecano!

No, non voglio fare una lezione di lessico, ma provare a riflettere con voi su uno dei sintomi più diffusi (insieme al suo compagno depressione) dei nostri ingannevoli tempi di benessere. Il termine ansia è vicino ad ansimare, respirare affannosamente e infatti, nelle sue manifestazioni più spiacevoli, l’ansia toglie il respiro! Non solo.

Il cuore comincia a battere all’impazzata, la bocca diventa secca, sudiamo, i pensieri vanno a mille, non riusciamo a stare fermi e, talvolta…. dobbiamo correre in bagno! Chi non conosce un simile penoso stato d’animo? Magari con diverse intensità e frequenza, ma penso che tutti ne abbiamo fatto esperienza.

Forse può aiutare sapere che si tratta di una reazione fisiologica di difesa, inizialmente del tutto inconscia, regolata fisiologicamente dal rilascio di un particolare ormone, il cortisolo. In una quantità ottimale, il rilascio del cortisolo consente all’individuo di attivare le sue risorse fisiche, emotive e cognitive, necessarie per affrontare pericoli potenziali o reali. Eh sì, in ultima analisi l’ansia ha primariamente una funzione protettiva e finalizzata alla sopravvivenza – tanto negli animali quanto nell’uomo -: ci allerta, ci pone in guardia, ci difende. Già, ma da che cosa?

Infatti, se è normale provare ansia quando dobbiamo affrontare scelte difficili o superare prove che ci spaventano (esame, colloquio di lavoro, visita medica..), cosa dire di tutte quelle volte in cui non c’è un pericolo specifico e tutto anzi sembra filare liscio? E’ proprio in quei casi che ci colpisce la discrepanza tra il nostro stato d’animo e la realtà circostante! Allora sentiamo il bisogno di passare in rassegna ogni singolo dettaglio per “controllare” che tutto sia veramente a posto: ho fatto quella telefonata? E’ chiuso il gas? E la porta? Oppure ci rigiriamo nel letto, incapaci di prender sonno per il turbinio di pensieri nella testa (le cose da fare il giorno dopo, quelle fatte oggi, gli appuntamenti, le bollette ecc.) e ci sembra di non riuscire a tenere il passo…. Ecco che l’ansia (in questo caso “aspecifica”) diventa patologica, con sintomi e pensieri veramente penosi, fino a sfociare in paralizzanti attacchi di panico.

Alcune persone, di contro, sembrano essere immuni dal demone dell´ansia; in realtà, a ben guardare, spesso sviluppano sintomi psicosomatici (gastriti, emicrania, eczemi o psoriasi, e la famosissima sindrome da colon irritabile!) causati dalla pressione di emozioni non espresse e soffocate. Questo accade soprattutto in coloro che avvertono il bisogno di mostrarsi “all’altezza”, performanti. Le persone più abituate a guardarsi dentro e ascoltarsi, a rimuginare, manifestano più spesso sintomi ansiosi. Interessanti indagini epidemiologiche e sociologiche indicano nella diffusione dei disturbi d’ansia la spia del disagio della nostra civiltà occidentale e dei suoi paradossi .

In una società che spinge all’acquisto e al consumo di esperienze di vita e identità virtuali, lasciando in realtà le persone sostanzialmente sole, l’ansia è il segnale che può rimetterci in contatto con il nostro desiderio di vita. Ha una funzione positiva, come del resto ogni altra manifestazione di disagio, esprime un impellente seppur scomodo bisogno di cambiamento nel nostro modo di essere o di pensare. Senza limitarci ad annegarla in ansiolitici, proviamo ad ascoltarla e domandarci cosa ci sta dicendo, quale messaggio ci vuole dare. Potremmo rimanere sorpresi nello scoprire che non solo essa depone a favore della nostra sensibilità e intelligenza (come diversi studi scientifici hanno dimostrato), ma può addirittura diventare un valido alleato, se gestita con consapevolezza.

Dott.ssa Anna Esposito
Psicologa clinica, Psicoterapeuta

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