29 Giugno Giornata Mondiale della Sclerosi Sistemica

Associazione Nazionale di Pazienti e Famigliari,
Volontariato e Solidarietà Famigliare.

Uno sguardo al passato: Siracusa

“Pensare in grande, e raggiungere nuovi orizzonti puntando a divenire un’eccellenza riconosciuta a livello italiano ed europeo”. Questo l’obiettivo dell’INDA, Istituto Nazionale Dramma Antico, a pochi giorni dall’avvio del 54° Festival al Teatro greco di Siracusa. Per la stagione teatrale 2018, che prenderà avvio il 10 maggio per concludersi l’8 luglio, il filo rosso che unirà le tre produzioni teatrali sarà “La scena del potere”, una cornice all’interno della quale verranno rappresentate le tragedie Edipo a Colono di Sofocle, Eracle di Euripide e la commedia I Cavalieri di Aristofane.

Un palcoscenico suggestivo che, al calar del sole, riproduce il più fedelmente possibile la maniera in cui i greci concepivano e vivevano il teatro. Il Teatro risale al V secolo a.C. ed è situato all'interno del parco archeologico della Neapolis. Questo edificio è stato costruito sulle pendici del colle Temenite secondo i dettami del tempo che prevedevano il sapiente sfruttamento delle caratteristiche naturali al fine di sopperire alle mancanze strutturali. La forma della cavea che si addossa alle pendici del colle avrebbe una duplice funzione, da una parte permetterebbe di avere un’acustica ottimale, dall’altra fornirebbe una naturale scenografia all’azione. L’edificio avrebbe successivamente subito dei lavori di modifica nel III secolo a.C. e sarebbe stato trasformato una successiva volta prima della morte di Gerone II nella forma che oggi vediamo.

Assistere a queste rappresentazioni è fare un incredibile salto nel passato, è immergersi nei valori che attraverso il teatro venivano trasmessi, è compiere quel processo di catarsi, di “immersione” e “purificazione” attraverso il quale gli spettatori, immedesimandosi nelle vicende che vedevano, imparavano a vivere. Anche per quanto riguarda la scenografia, le scelte puntano ad una massima fedeltà ai modelli greci. Il panorama naturale che si può ammirare dalla cavea al tramonto è lo sfondo che accompagna ogni allestimento, sulla scena invece vengono posizionate le strutture essenziali allo svolgimento della trama. Non dobbiamo dimenticare che nel teatro greco la rappresentazione si svolgeva esclusivamente all’aperto, quelle scene che presupponevano un interno non venivano messe in scena ma semplicemente raccontate.Fedeltà ai dettami anche per quanto riguarda l’esiguo numero degli attori ma non per quel che riguarda la presenza di attrici donne sulla scena, sappiamo infatti che nel teatro greco i ruoli femminili venivano rappresentati da uomini perché alle donne non era concesso recitare.

Questo Festival è una delle poche iniziative che si inseriscono nel solco della valorizzazione dei numerosi monumenti presenti sul territorio italiano che hanno alle spalle una lunga storia da raccontare. Nonostante moltissime siano le testimonianze che ci rimangono di popoli vissuti prima di noi dalla più lontana antichità fino ad un passato relativamente recente, ancora scarsa è la nostra conoscenza in merito. Rapportandoci al passato e a tutte le bellezze che gratuitamente abbiamo ereditato non dovremmo mai dimenticare che come diceva Bernardo di Chartres “siamo nani sulle spalle dei giganti” e in quanto tale abbiamo il dovere di rispettare questa condizione cercando di progredire sempre in direzione della conoscenza.

Mariabeatrice Elvano

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