FACCIAMONE UN DRAMMA

Nel comune linguaggio massmediatico capita spesso di sentire la parola psicodramma riferita a situazioni caratterizzate da forte emotività e confusione, in cui qualcuno (o molti) ha perso il controllo (=psico-) facendo precipitare le cose oltre il limite dovuto o voluto con conseguenze impreviste e spiacevoli (-dramma).

Psicodramma diventa così sinonimo di confusione, approssimazione, spiacevole perdita di controllo! E’ naturale quindi incontrare una certa diffidenza quando, in qualità di psicologa (altra categoria che non riscuote grande simpatia) e psicoterapeuta, proponi un percorso di gruppo con tecnica psicodrammatica! Aiuto, si salvi chi può! Ma che cosa è lo psicodramma? In che cosa consiste?

In realtà stiamo parlando di un metodo di terapia di gruppo, ideato e portato alla ribalta mondiale dal medico rumeno Jacob Levi Moreno, a partire dagli anni Venti del secolo scorso. E la parola metodo implica regole e struttura nel modo di procedere, regole e struttura che hanno una propria logica, non diversamente da altri metodi. Tale metodo si basa sulla messa in scena, cioè in azione (= dramma, dal greco drâma -atos, propriamente "azione") di situazioni attuali, passate o future (temute e/o desiderate) come se fosse ora. Il protagonista, aiutato dagli altri partecipanti, potrà ripercorrere parole, azioni, emozioni, in un clima protetto, che non lo giudica (la regola aurea dello psicodramma è: nessun giudizio!), sotto la guida attenta e, soprattutto, competente del terapeuta. E, la cosa più importante, si possono inserire nell’azione spazi di sospensione e riflessione, rivisitazione delle parole e dei gesti non per cambiare quanto accaduto o apprendere modalità adeguate di far accadere le cose, ma soprattutto per guardare dentro i pensieri e le emozioni che hanno animato quei gesti e quelle parole per appropriarsene veramente. Una sorta di moviola che nello scorrere della vita quotidiana non è data; in un simile contesto è possibile sperimentare un altro modo di sentire, accorgersi di poter essere diversi, costruire una mentalità nuova.

Certo, ci possono essere momenti di forte intensità emotiva, catartici per così dire, ma non ci sarà mai una perdita di controllo che impedisca la comprensione! Non è questa la sede per un approfondimento metodologico, ma sarò lieta di rispondere alle vostre domande in merito, e ancora di più se vorrete sperimentare il metodo in una sessione aperta!

Ci sono diversi modi di fare terapia, tutti efficaci se condotti con competenza e onestà intellettuale, ma a me lo psicodramma piace perché è coinvolgente, creativo, duttile, ricco di opportunità. Oserei dire “divertente”.

Dott.ssa Anna Esposito Psicologa Clinica, Psicoterapeuta

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