29 Giugno Giornata Mondiale della Sclerosi Sistemica

Associazione Nazionale di Pazienti e Famigliari,
Volontariato e Solidarietà Famigliare.

LA FARFALLA DALLE ALI INVISIBILI

Da poco ha portato in teatro la storia di “Wondy”, la giornalista Francesca del Rosso, nota per aver affrontato per sei lunghissimi anni il cancro al seno. Senza vittimismi, con grande ironia e grande coraggio. Poi, quando sembrava che Wondy ce l’avesse fatta, ci ha lasciato. Chi ha fatto risuscitare Wondy sul palcoscenico, invece, sta benissimo.
Si chiama Simona Atzori ed è nata 43 anni fa a Milano da genitori sardi. Simona, come Wondy, è una donna incredibile, dotata di innata ironia e di travolgente simpatia. Ha talento da vendere: come ballerina ha partecipato alla cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Torino e quest'anno alla coreografia dell'opening del Festival di Sanremo. È anche una scrittrice di successo e una pittrice. Con un problema che lei definisce semplicemente "questione di prospettiva". Perché Simona Atzori è nata senza braccia. E infatti tutto il suo talento lo esprime con piedi che sono capaci di gesticolare, volteggiare, scrivere, colorare.
Lei ha imparato a vivere la vita cercando di farne un capolavoro. Valorizzando "quello che abbiamo e senza pensare troppo a quello che ci manca". E così facendo, questa "farfalla dalle ali invisibili" non solo ha superato i limiti fisici, ma è diventata una maestra di volo attraverso la vita per tutti noi. “Se avessi avuto paura sarei andata all'indietro, invece che avanti. Se mi fossi preoccupata mi sarei bloccata, non mi sarei buttata, avrei immaginato foschi scenari e mi sarei ritirata. Invece ho immaginato”. E sono proprio queste parole che definiscono il coraggio di Simona. Non semplicemente quello di una donna che ha saputo fare i conti con una natura che con lei non è stata propriamente benevola. Ma quello, che tutti abbiamo un po’ perso, dell’immaginazione. Che è un coraggio importante perché nell’immaginazione tutti troviamo ciò che vogliamo essere. E a forza di immaginarlo, lo diventiamo.

Pier Lodigiani

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