29 Giugno Giornata Mondiale della Sclerosi Sistemica

Associazione Nazionale di Pazienti e Famigliari,
Volontariato e Solidarietà Famigliare.

DA DOVE VENGONO LE ESPRESSIONI CHE USIAMO?

Nel nostro linguaggio quotidiano spesso usiamo inconsapevolmente delle espressioni che hanno origini lontanissime! Di seguito ne riportiamo alcune tra le più famose, eredità della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Stai fresco! L'espressione, usata per dire che qualcosa non accadrà mai, ha origine nella letteratura. È stata infatti usata per la prima volta da Dante Alighieri nel verso 117 del XXXII canto dell’Inferno. Qui, riferendosi ai dannati sepolti e imprigionati per sempre nel lago ghiacciato di Cocito, il poeta scrive: "là dove i peccatori stanno freschi".
Dante è padrone anche dell’espressione non mi tange, espressione che usiamo per affermare che un evento non ci scalfisce. Il sommo poeta la fa pronunciare a Beatrice nel II canto dell’Inferno.
L’espressione bel Paese, oggi usata come sinonimo per l’Italia, nasce dai versi dei due più importanti poeti italiani. Dante Alighieri nel XXXIII canto dell’Inferno, parla di “bel paese là dove ‘l sì sona”, mentre Francesco Petrarca cita l’unità territoriale nel suo Canzoniere: “il bel paese / Ch’Appennin parte e ‘l mar circonda e l’Alpe”.
Galeotto fu. Nel V canto, nel raccontare l’amore tra Paolo e Francesca, scoccato mentre i due leggevano il racconto del bacio tra Lancillotto e Ginevra, Dante introduce “Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse” che usiamo tuttora per dire che la responsabilità di un evento è dipesa da qualcosa estranea a noi.
Anche quando usiamo l'espressione senza infamia e senza lode per far capire che qualcosa non va né tanto bene né tanto male citiamo Dante, che scrisse “coloro / che visser sanza 'nfamia e sanza lodo” nel III canto per indicare gli ignavi, ossia persone che in vita non avevano avuto il coraggio di prendere posizioni.

Mariabeatrice Elvano

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