29 Giugno Giornata Mondiale della Sclerosi Sistemica

Associazione Nazionale di Pazienti e Famigliari,
Volontariato e Solidarietà Famigliare.

I GAROFANI INDIANI

Di indiano effettivamente non ha nulla perché il tagete, tipico fiore da bordura per le aiuole, è originario del Messico. Ma la forma dei fiori di alcune delle sue specie e il classico equivoco storico-geografico, che ha portato a identificare come indiane persino le popolazioni native americane, hanno fatto sì che questo fiore, nelle sue specie più comuni, sia diventato noto anche come “garofano d’India”. Oltre che nelle aiuole, i tagete fanno sempre bella figura anche quando adornano terrazzi e balconi; l’unica caratteristica che in alcuni casi ne limita la diffusione è il caratteristico odore che può dare fastidio agli olfatti più sensibili. La sua coltivazione però è piuttosto facile e i risultati normalmente molto soddisfacenti, in termini di quantità e lunghezza del periodo di fioritura, tanto da consigliarne decisamente la scelta a chi è alle prime armi con il giardinaggio ma desidera già sentirsi ben ripagato dell’impegno.
Il genere Tagete comprende diverse decine di specie, ma sono due in particolare le più diffuse nei nostri giardini e facilmente riconoscibili anche dall’osservatore non esperto: la specie Tagetes Erecta, che può crescere fino a un metro di altezza e si utilizza anche come fiore reciso, e la Tagetes Patula, che non supera i 30-40 centimetri in altezza, molto decorativa, con fiori che variano dal giallo all’arancione con anche, in qualche caso, striature di rosso.
Nei paesi di origine sono generalmente piante perenni, ma da noi sono normalmente coltivate come annuali considerata la loro difficoltà di sopravvivenza a temperature molto rigide. Di solito si acquistano le piantine a fine primavera e si mettono a dimora nella aiuole o nei vasi/contenitori sui terrazzi e balconi a cui sono destinate. Tuttavia non vi sono particolari difficoltà anche a farle crescere dai semi che i fiori producono in grande quantità e hanno la caratteristica forma sottile, allungata, di colore tendente al marrone. Il periodo ideale per la semina è verso metà primavera, quando le temperature si avvicinano ai 20 gradi; quando poi le piantine raggiungono alcuni centimetri di altezza possono essere diradate e messe a dimora. L’esposizione in pieno sole è da preferire e favorisce un’abbondante fioritura che si può protrarre fino all’autunno inoltrato. I tagete non hanno esigenze particolari per quanto riguarda il terreno che, anzi, richiede concimazioni piuttosto limitate. L’innaffiatura deve essere regolare ma senza eccessi, evitando ristagni d’acqua. Un altro accorgimento per favorire l’abbondante fioritura è quello di tagliare sistematicamente i fiori appassiti; questa operazione va ovviamente sospesa verso fine stagione da chi vorrà raccogliere i semi e far crescere personalmente le piantine nella prossima stagione.

Silvio della Casa

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