LA TESTA TRA LE STELLE…

LA TESTA TRA LE STELLE Nel 1967, all’Università di Cambridge c’è Jocelyn Bell Burnell, una paffuta ragazza irlandese che vuole completare un dottorato di ricerca in astrofisica. E mentre osserva i dati provenienti da un radiotelescopio si accorge di un segnale radio che emette suoni a cadenza regolare. Un segnale piccolo. Ma Jocelyn non rivela subito la scoperta. Siamo in un’epoca in cui, per una donna, essere scienziata non è così facile. E nelle severe stanze dell’ateneo essere accompagnati al cancello è un attimo. Quindi decide di continuare a lavorare su quel minimo segnale con grande caparbietà e riservatezza.

Quando è certa della vera natura del fenomeno però, decide di telefonare al suo professore, Antony Hewish, che liquida velocemente la faccenda: si tratta, secondo lui, di una interferenza radio di origine umana. Jocelyn, armata di ferrea caparbietà, non si dà per vinta e continuando la ricerca riesce a dimostrare di avere ragione.

Aveva scoperto le stelle Pulsar, che quando ruotano su sé stesse emettono onde radio.

Una scoperta senza precedenti. Da premio Nobel. Ma purtroppo l’autrice è una donna. Non solo, una giovane studentessa. Decisamente inammissibile per gli alti baroni dell’ateneo britannico. E quindi, nel 1974, il prestigioso riconoscimento viene assegnato al professor Hewish. Si, proprio quello che aveva liquidato con frettolosa sufficienza le tesi di quella ragazza troppo fantasiosa.

Per ben 40 anni nessuno ha detto niente. Solo oggi, il mondo si è accorto di Jocelyn e in America, seppur con un certo ritardo, le hanno assegnato lo “Special Breakthrough Prize», un premio finanziato dai miliardari della Silicon Valley, che in passato è andato a personaggi del calibro di Stephen Hawking. Si tratta del riconoscimento più “ricco” della scienza moderna (3 milioni di dollari), le verrà conferito a novembre nel corso di un grande gala e Jocelyn ha già dichiarato che devolverà il tutto al finanziamento degli studi scientifici delle ragazze: la causa per cui si è battuta tutta la vita.

Pier Lodigiani Communication Consultant, Journalist, Gestalt Counselor

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