IMPARARE L’ARTE DEL DISSENSO

Come far valere le nostre idee a costo di dissentire dalla massa? Ecco, secondo gli psicologi, gli step utili per allenarci a dire “no”.

Riconoscere le differenze e stare nella divergenza. Spesso, per paura di essere controcorrente, il conformismo ci blocca ancor prima di aver maturato una nostra opinione. “Molti pensano che esprimere le divergenze significhi dover convincere l’altro”, spiega lo psicologo Paolo Ragusa ” Non è vero: significa imparare a stare nel conflitto, confrontandosi senza che uno prevarichi l’altro.

Essere assertivi (credere in ciò che si desidera, non é solo questione di toni!) Quando rispondiamo negativamente adottiamo un attegiamento non aggressivo. Anziché dire un secco “no”, siamo costruttivi e cortesi e magari addolciamo il tono della voce. E’ l’atteggiamento che gli psicologi chiamano “assertività”.

Motivare il rifiuto. (dare informazioni senza giustificarsi). Cerchiamo di essere chiari e motivare il nostro rifiuto. “Non posso perché ho già un altro impegno” è una risposta netta ed efficace. Un consiglio utile con i figli (ai bambini dobbiamo dare risposte comprensibili spiegando il motivo del nostro veto) ma anche con chi approfitta spesso della nostra disponibilità.

Offrire alternative e lasciare che gli altri facciano la loro parte. Per ridurre ulteriormente l’impatto negativo del nostro rifiuto, potremo proporre un’alternativa. Per esempio: ” Questa settimana non posso accompagnarti, posso però farlo la prossima”.

Sdrammatizzare. Se il nostro no ha creato delusione, con alcuni interlocutori potremmo sdrammatizzare. Per esempio “sai farcela benissimo anche senza di me, sei la massima autorità su questo tema”.

Non cedere all’insistenza. Quando con la diplomazia non riusciamo a imporci e il nostro interlocutore è davvero insistente, una tecnica estrema è quella del “disco rotto”. Non forniamo alcun tipo di giustificazione ma ripetiamo con calma e sistematicità il nostro “no”.

Fonte OK Salute

 

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