Gli animali percepiscono lo scorrere del tempo?

Lega Italiana Sclerosi SistemicaWilliam Roberts dell’Università del Western Ontario afferma che solo l’uomo ha una vera e propria memoria temporale, mentre gli animali ne sarebbero privi o comunque risulterebbe molto limitata. Lo studioso ha condotto un esperimento su alcuni topi, lasciandoli liberi in un labirinto dove potevano trovare sia cibo gradito che non. In base a questo esperimento, lo studioso ha ipotizzato che gli animali hanno una memoria episodica: ricordano cioè dove aver trovato il formaggio, ma più passa il tempo, più il ricordo svanisce. La ricerca darebbe quindi ragione, afferma Roberts, alla teoria che gli animali siano bloccati nel tempo senza nessuna percezione del passato e del futuro. Tale ipotesi però è generalmente contestata da tutti i padroni di animali. Gli animali sono biologicamente in grado di percepire il cambio delle stagioni, sanno quando andare in letargo, quando riprodursi, quando migrare e il loro pacchetto genetico provvede ad aumentare il volume del pelo nelle stagioni fredde. Può darsi che tutto ciò avvenga inconsciamente e di istinto, ma se gli scienziati compissero studi sui cani rinchiusi nei canili, si accorgerebbero che con il passare dei giorni questi entrano in una condizione di depressione, di stress e in molti casi si lasciano morire. Se fossero bloccati nel tempo, come dice il professor Roberts dovrebbero mostrare sempre lo stesso comportamento.

Possono dunque i nostri amici a quattro zampe rendersi conto del tempo che passa? Chi possiede un animale domestico non crede alla teoria della mancanza del senso del tempo: i cani, dopo poche ore di assenza del capobranco, iniziano a soffrire. I gatti sono più autonomi e più abitudinari: soffrono se lo schema degli eventi quotidiani esce dai binari consueti.  Secondo la teoria dell’esperta cinofila americana Alexandra Horowitz, i cani “leggono il tempo” usando il loro senso dell’olfatto. In pratica i cani saprebbero che un odore forte vuol dire nuovo (= meno tempo) mentre un odore più debole vuol dire più vecchio (= più tempo). Inoltre i cani sono in grado di percepire la quantità del tempo che passa anche basandosi sul variare dei fenomeni esterni (come la luce del giorno, i rumori della città o dei vicini di casa, rintocchi delle campane, ecc.) o dei fenomeni interni (senso di fame o bisogno di uscire a fare i bisogni). L’associazione tra eventi che si ripetono in maniera regolare permette ai cani di prevedere i vari momenti della giornata. Se quando sta da solo il cane piange, abbaia, ulula o rompe oggetti significa che soffre di ansia da separazione. Alcuni cani iniziano a comportarsi così non appena vengono lasciati soli, mentre altri possono restare a lungo in solitudine senza manifestare alcun sintomo e iniziano a comportarsi così quando il padrone torna a casa. In situazioni di questo tipo consigliano di abituare il cane a stare da solo per poco tempo e man mano aumentare i minuti. Grazie a questo tipo di allenamento è facile capire che i cani hanno il senso del tempo, dato che alcuni iniziano a mostrare la sintomatologia dell’ansia da separazione solo dopo qualche ora.

fonte: AnimalPedia

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