Polveri di Silice fattore scatenante in Sclerosi Sistemica?

L’inalazione di grandi quantitativi di polvere di silicati può favorire la silicosi, una malattia tipica dei minatori soliti esporsi alle fibre di silicio date dalla rottura delle pietre che favoriscono una formazione eccessiva di collagene nei polmoni. Già da decenni si producono nanoparticelle in notevole quantità sotto forma di nerofumo e alcune tipologie di silice destinati all’industria di pneumatici. Nel recente, i nanomateriali vengono utilizzati anche nella realizzazione di prodotti sportivi (racchette da tennis), indumenti anti-macchia, schermi solari, cosmetici, componenti elettronici, vernici e colori per il comparto ceramico ecc. Sono, inoltre, utilizzati in medicina (a scopi diagnostici, per analisi d’immagine e somministrazione di farmaci), nell’industria dei trasporti e aerospaziale. Da tempo ci si interroga su quali possano essere gli effetti delle nanoparticelle sull’uomo e sull’ambiente e il rapido sviluppo delle nanotecnologie ha posto l’attenzione su come le nanoparticelle possono costituire un rischio lavorativo. Sono già noti gli effetti delle particelle fini e ultrafini su lavoratori esposti che si sostanziano in decrementi nella funzione polmonare, sintomi respiratori negativi, patologie ostruttive croniche e fibrosi.

”Nanoparticelle di Silice ad alti dosaggi nel sangue dei pazienti affetti da Sclerosi Sistemica che hanno avuto un’ esposizione significativa alle polveri di Silice: possibile il ruolo patogenetico nei fenotipi di malattia”, Clodoveo Ferri, MD, Erica Artoni, BS, Gian Luca Sighinolfi, BS, Fabrizio Luppi, MD*, Gabriele Zelent*, MD, Michele Colaci, MD, and Dilia Giuggioli, MD. È lo studio recente condotto su 80 pazienti malati da una media di 10 anni di un’età media di 58 anni. Il lavoro, scaricabile integralmente di seguito, evidenzia come l’inalazione di polvere di silice potrebbe contribuire allo sviluppo di varianti di sclerodermia specifiche. L’ipotesi di legame patogenetico tra la SSc e i trigger esogeni, cioè agenti tossici infettivi e/o ambientali/professionali, in individui geneticamente predisposti, è stata suggerita da diversi studi clinico-epidemiologici e indagini di laboratorio. La SSc è una malattia infiammatoria immuno-mediata caratterizzata da modelli istopatologici concomitanti, ovvero alterazioni vascolari diffuse, infiltrazione tissutale di linfociti T e B infiammatori e aumento della sintesi/deposizione di collagene da fibroblasti alterati. Oltre alla polvere di silice, numerosi agenti ambientali/professionali, vale a dire solventi (clorurati, tricloroetilene, toluene, xilene, aromatici, chetoni, qualsiasi tipo di solvente), fumi di saldatura, resine epossidiche e pesticidi possono essere potenziali fattori scatenanti della Sclerosi Sistemica. Lo sviluppo di linfociti autoreattivi, con diversi autoanticorpi, citochine e produzione di chemochina, può portare a un processo infiammatorio immuno-mediato e danno d’organo. In questo contesto, il ruolo patogenetico della silice come potenziale co-fattore di Sclerosi Sistemica è suggerito anche da alcuni studi di biologia molecolare. In particolare, la presenza di attivazione linfocitaria è stata dimostrata nei lavoratori esposti alla silice; mentre, la perturbazione della silice verso un’espressione genica profibrotica sui fibroblasti sclerodermici può rappresentare un contributo decisivo al conseguente danno dell’organo fibrotico.

2019_Ferri SSc Silica SAR Dic 2018
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