La cistite: un fastidio che ricorre a ogni età

Patologia strettamente femminile la cistite è un’infezione delle basse vie urinarie che colpisce fino al 25-30% delle donne nel corso di un anno. La ragione principale la particolare conformazione anatomica dell’uretra, che nella donna è più corta (circa 4-5 cm) rispetto all’uomo (circa 16 cm) e questo può facilitare la contaminazione da parte dei batteri fecali che passano dalla zona anale all’uretra. Negli uomini adulti l’incidenza della cistite generalmente non supera l’1-2 % e tende ad aumentare dopo i 50 anni, in conseguenza di condizioni particolari dovute all’ipertrofia prostatica benigna. Nella donna invece la menopausa determina un cambiamento nell’ambiente vaginale, con riduzione di lattobacilli e maggiore suscettibilità a sviluppare cistite. I lattobacilli vaginali infatti costituiscono un’importante barriera fisiologica contro la contaminazione batterica dal tratto ano-rettale al basso tratto urinario. Dove possibile, la somministrazione locale di estrogeni ripristina questa carenza lattobacillare. «Le cistiti possono essere di diversa natura ma principalmente sono infezioni causate da batteri che popolano il colon come, nel 80% dei casi, l’escherichia coli. Altri batterie possono essere lo Streptococcus oppure altri germi aerobi della flora fecale come Proteus, Klebsiella, Serraia, Enterobacter e Pseudomonas. Esitono anche le cistiti non infettive, come la cistite interstiziale, una malattia infiammatoria cronica della vescica, oppure la cistite attinica, che consegue ai trattamenti radioterapici.» dice il professor Stefano Salvatore ginecologo e specialista in uroginecologia presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

I sintomi Solitamente la cistite si presenta con difficoltà e dolore a urinare, bruciore post minzione e sensazione di stimolo continuo e pressante. Talvolta l’urina è torbida o mista a sangue. Raramente questi sintomi possono essere associati a febbre e brivido.

Diagnosi e cura L’identificazione dell’agente infettivo viene fatta attraverso l’urinocoltura, un esame importante per la diagnosi e per la successiva definizione della terapia soprattutto quando le cistiti sono ricorrenti oppure quando bisogna escludere altre condizioni patologiche dell’apparato urogenitale, di natura non infettiva, che possono provocare sintomi simili a quelli di un’infezione urinaria. Quando l’urinocoltura è positiva la cistite viene trattata con la terapia antibiotica selezionata dall’antibiogramma. In questi casi sono fondamentali anche il riposo e la corretta idratazione: bere molto, oltre 2 litri di acqua nelle 24 ore, aiuta a diluire la carica batterica presente nella vescica. Esistono anche una serie di integratori, dalla metionina, al mannosio ad estratti di bacca rossa canadese (cranberry), che riescono a ridurre la capacità di adesione dei batteri alle cellule della vescica. Possono essere utilizzati anche preventivamente. È molto importante che le persone soggette a cistite prestino attenzione a limitare l’assunzione di cibi irritanti come il caffè e gli alimenti ricchi di grassi saturi o fritti, le bevande gassate, quelle alcoliche, il peperoncino, il cioccolato, le spezie, l’aceto, i formaggi stagionati e gli insaccati.

Fattori di rischio Oltre alla conformazione anatomica dell’uretra femminile, tra i principali fattori di rischio ci sono: le irregolarità dell’alvo, dalla stitichezza all’alvo colitico per una maggiore facilità di contaminazione; i rapporti sessuali, che facilitano attraverso microtraumi l’insorgenza di cistiti e infine l’utilizzo del diaframma e delle creme spermicide che provocano alterazioni del ph vaginale. Anche il freddo intenso può facilitare l’insorgenza della cistite a causa di una vasocostrizione locale. Ulteriori Fattori di rischio per la cistite sono il prolasso uterino o vescicale, che può provocare lo svuotamento incompleto della vescica e una conseguente infezione. Infine ci sono i casi di vescica neurologica conseguente sclerosi multipla, diabete, para-tetraplegia.

L’età della cistite La cistite è un disturbo che può insorgere a ogni età. Sicuramente però le donne in menopausa sono le più soggette perché il calo degli estrogeni provoca un’alterazione dell’ecosistema vaginale, favorendo la colonizzazione dei batteri. Inoltre le variazioni ormonali causano una riduzione della lubrificazione vaginale che, unita al trofismo vaginale tipico dell’età, crea le condizioni che favoriscono le vaginiti batteriche o irritative che a loro volta portano la cistite. Anche le bambine possono soffrire di cistite, disturbo piuttosto frequente in età pediatrica. Le mamme dovrebbero insegnare alle figlie a lavare correttamente i genitali dalla parte anteriore a quella posteriore; abituare le bambine a fare pipì regolarmente senza trattenerla e in spiaggia o piscina cambiare il costume bagnato per evitare che l’ambiente umido favorisca la proliferazione di batteri.

Fonte:  Articolo di Gea Gardini  GSD Magazine

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