LA MEDICAZIONE NON E’ UGUALE PER TUTTI

Le ulcere cutanee, ovvero quelle lesioni, specie degli arti inferiori, di origine vascolare, di origine reumatica, diabetica o da decubito, dolorose e infiammate che non guariscono spontaneamente e che diventano croniche dovrebbero essere trattate in ambulatori dedicati alla vulnologia.

” La vulnologia, ossia la cura delle ferite, è un’arte medica antichissima” spiega il dott. Roberto Brambilla direttore del centro di vulnologia Istituti Clinici Zucchi di Monza. “il curare le ferite, isolandole dall’ambiente esterno, favorendo la capacità del corpo di guarirsi da sé, è stato forse il primo atto in assoluto della medicina. Vi sono però ferite che non guariscono in modo spontaneo e che per troppo tempo sono state considerate <incurabili>: i pazienti che ne sono affetti sono stati per lunghi anni stigmatizzati e trascurati , sia dalla scienza medica, sia dalla considerazione sociale. Oggi questio campo è invece caratterizzato da terapie avanzate e dall’uso di prodotti di ingegneria tissutale. Acido ialuronico, collagene, cellule da donatori o cellule mesenchimali prelevate da tessuti adiposi ci consentono, insieme ai nuovi approcci chirurgici, di dare risposte concrete ed efficaci a questi pazienti e di condurli ad una migliore qualità di vita”. Si calcola che in Italia siano interessati da ulcere che non guariscono più di 2 milioni di persone e che il 76% abbia piaghe aperte da almeno un anno. Purtroppo non sono rari i pazienti con lesioni aperte anche da decenni. “E’ importante offrire ai medici di base, alle strutture sanitarie sul territorio e anche alle famiglie che assistono persone con queste problematiche un supporto psecialistico avanzato” conclude il dott. Brambilla.

Fonte: Articolo di Elena Belcredi per GSD Magazine

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