BUONASERA SIGNORINA

Per le nuove generazioni può sembrare archeologia. Eppure c’è stato un tempo, neppure troppo lontano, in cui la televisione era molto diversa da quella di oggi. Il bianco e nero, gli “sceneggiati televisivi” interpretati dai grandi attori e diretti da maestri del cinema italiano come Ettore Scola o Luigi Comencini. E poi gli show di puro intrattenimento con i grandi della musica italiana, i caratteristi, i corpi di ballo. Era una televisione garbata, senza iperboli, litigi e turpiloquio. E per quell’Italia che cercava di lasciarsi alle spalle gli orrori della guerra era una vera manna. Cominciata nell’ottobre 1953. La gente si riuniva nei bar, nelle case dei più fortunati che potevano permettersi un televisore domestico o davanti alle vetrine dei negozi di elettrodomestici per ammirare questa nuova e irresistibile finestra sul mondo. E a introdurci a questo mondo, puntuali ogni sera dalle 18 alle 23, c’erano le “signorine buonasera”, o, per meglio dire, le “annunciatrici”. Che non era un mestiere facile. Per quei pochi secondi di introduzione ai programmi infatti era necessaria una grande preparazione professionale. Fatta di dizione perfetta, tecniche di comunicazione e un savoir faire unico e inimitabile. L’annunciatrice, infatti, doveva essere “una della famiglia”. Niente ammiccamenti, stile composto e sobrietà assoluta. La prima, negli anni ’30, è stata Lidia Pasqualini: ma si trattava di trasmissioni sperimentali. Per questo, nel 1953, il titolo di “signorina buonasera” per antonomasia è andato a Nicoletta Orsomando che per quarant’anni, con la confidenza di una vicina discreta, ha inaugurato le serate casalinghe di tutti gli italiani. La Orsomando, nel corso della sua carriera, ha fatto molto di più dell’annunciatrice: è stata conduttrice, opinionista e anche attrice. Da poco la “Signorina Nicoletta” ha spento 90 candeline. Dalle cronache dei giornali sappiamo ha festeggiato questo traguardo con le sue storiche colleghe Rosanna Vaudetti, Maria Giovanna Elmi, Gabriella Farinon e Aba Cercato. E noi ci uniamo a loro, in un affettuoso abbraccio per questa splendida nonna che per, gran parte della nostra vita, ha portato il suo garbato sorriso e il suo “signore e signori, buonasera” nelle nostre case. E pensate che ai tempi non voleva neppure fare il provino: fu suo padre, musicista, a convincerla.

Pier Lodigiani   Communication Consultant, Journalist, Gestalt Counselor 

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