Autoanticorpi o immunoglobuline, conosciamoli

Gli anticorpi o immunoglobuline, sono delle proteine prodotte da alcune cellule del sistema immunitario, i linfociti B , in grado di riconoscere e neutralizzare gli agenti patogeni esterni con cui veniamo in contatto (virus, batteri etc). Normalmente i linfociti B non producono anticorpi diretti contro le strutture dell’ organismo a cui appartengono, grazie ad un meccanismo che viene definito di “tolleranza verso il self”, cioè di tolleranza verso ciò che è proprio. In alcune condizioni tuttavia  questo meccanismo risulta alterato ed i linfociti B producono anticorpi, detti appunto autoanticorpi, che hanno come bersaglio una o più sostanze dell’organismo stesso. Esistono numerose tipologie di autoanticorpi. Le malattie autoimmuni sistemiche reumatiche, come la Sclerosi Sistemica sono caratterizzate dalla presenza nel sangue di autoanticorpi diretti contro il nucleo delle cellule e per tale ragione vengono denominati genericamente anticorpi antinucleo (ANA). Per alcuni di questi ANA, i cosiddetti anti-ENA (anticorpi anti-antigeni nucleari estraibili), è stato possibile scoprire con esattezza quale é la sostanza del nucleo cellulare contro cui tali autoanticorpi sono diretti  (il DNA varie proteine del centromero, gli istoni, l’enzima topoisomerasi I etc.) Nella Sclerosi Sistemica gli ANA si riscontrano nel sangue nell’ 85-95% dei pazienti e sono stati anche caratterizzati diversi anti-ENA che, associandosi così frequentemente e specificamente alla malattia, ne rappresentano gli autoanticorpi “marcatori”. I principali sono gli anticorpi anti-centromero (ACA), che si riscontrano nel 20-40% di tutti i pazienti in sclerosi sistemica e nel 60-90% dei pazienti con Sclerosi Sistemica limitata; gli anticorpi anti-Scl 70 ( o anti-topoisomerasi I), che si riscontrano nel 20-40% dei casi e nel 60-80% dei pazienti con sclerosi sistemica diffusa. Più recentementesono stati identificati altri autoanticorpi marcatori di sclerosi sistemica, cioè ugualmente specifici ma meno frequenti dei primi due quali : gli anti-RNA polimerasi III, gli anti-fibrillarina, gli anti Th/To, gli anti PM-Scl, gli anti-Ku. La ricerca di questi autoanticorpi nella sclerosi sistemica rappresenta quindi un importante strumento utile nello screening dei pazienti con fenomeno di Raynaud, che è di solito la più precoce manifestazione di malattia e può essere facilmente eseguita con un prelievo di sangue e diversi test immunologici, come la immunofluorescenza indiretta (IFI) ed il test immunoenzimatico (ELISA). Poiché inoltre gli autoanticorpi marcatori si associano con quadri clinici specifici, hanno anche un importantissimo ruolo prognostico.

Per concludere occorre tuttavia ricordare che gli autoanticorpi possono essere presenti anche in malattie non reumatiche (cancro, infezioni, tiroidite, diabete mellito etc.) o in persone sane con una prevalenza che aumenta con l’età, in media circa il 30%. Inoltre non tutti gli autoanticorpi sono patogeni, cioè in grado di causare una malattia di per sé. Questo vuol dire che autoanticorpo non è necessariamente sinonimo di sclerosi sistemica né di altra malattia utoimmune. Un test positivo per la ricerca di ANA va interpretato in base alla sensibilità e specificità della metodica di laboratorio che è stata impiegata, all’intensità della positività (alta o bassa) alla tipologia di autoanticorpo e alla presenza di altri elementi suggestivi della malattia.

Dott.ssa Serena Vettori,  Specialista in Reumatologia U.O. Reumatologia II Università degli Studi di Napoli tratto da “Sclerosi Sistemica: appunti e note”

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