I GRUPPI DI AUTO AIUTO

1935, Akron –USA Bill e Bob, un agente di borsa ed un medico ormai quasi distrutti dall’alcool, iniziano a confrontarsi. Nessuno dei due ha una soluzione, ma entrambi hanno un problema: l’alcolismo. Nasce così negli Stati Uniti la prima forma di self-help da cui prende vita il movimento degli Alcolisti Anonimi. In Europa, trenta anni dopo, ci penserà lo psichiatra Vladimir Hudolin nella ex-Yugoslavia a portare un modello di self-help che inizia a valorizzare l’importanza della famiglia, della comunità, del territorio.

Ne sentiamo parlare ma non li conosciamo nello specifico, cosa sono, per chi sono e soprattutto a cosa servono i gruppi di auto aiuto?

Proviamo a rispondere nell’ordine: Cosa sono? Piccoli gruppi di persone che hanno in comune l’esperienza del disagio sia in prima persona sia indirettamente, come familiari. Sono guidati da facilitatori, con formazione specifica, e la supervisione di un professionista. Per chi sono? Sono pensati per chi sente un disagio in senso lato provocato da cause diverse e per le loro famiglie o amici. Si costituiscono volontariamente per rispondere a un bisogno, superare un problema e ottenere un cambiamento attraverso l’aiuto reciproco. A cosa servono? Servono ad agevolare un supporto emotivo per superare l’isolamento e la solitudine, mettere in comune le esperienze e imparare a parlarne, aumentare la fiducia in sé e l’autostima. Inoltre sono un utile scambio di informazioni e consigli per conoscersi meglio, migliorare il rapporto con gli altri, creare una rete di solidarietà migliorando notevolmente la qualità della propria vita. La gestione dei gruppi può essere diverse rispetto alle metodologie e agli strumenti che si scelgono di utilizzare in vista dei risultati che il gruppo vuole focalizzare.

Redazionale

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