LE AMICHE GENIALI, “BASTA CHE STIA DIETRO…”

Alzi la mano chi sa chi è Mileva Maric (senza usare Google). D’altra parte stiamo parlando di una ragazza di origine serba e di fine ottocento. Una come tante. Rewind. Ci sono state (e ci sono ancora) ragazze che si meriterebbero un posto nella storia. E invece è già tanto se almeno Google o Wikipedia si ricordano che sono esistite. Mileva Maric è sicuramente una di loro. Perché infatti è stata una delle prime ragazze a superare i test d’ammissione all’università di Zurigo. Tra i banchi dell’ateneo scoppia una vera e propria attrazione “fisica” (nel senso più scientifico del termine) con un giovane e altrettanto promettente studente. Forse lui lo conoscete: si chiama Albert Einstein. A testimonianza di questa relazione ci sono 54 struggenti lettere d’amore. Bello, vero? Fino a un certo punto. Perché i due studenti conducono numerose ricerche insieme. Ma la firma è sempre e solo una. Quella di Albert. Nonostante tutti sappiano che la Maric è una studentessa ben più brillante del compagno e futuro marito. Nel 1901 succede poi che Mileva resta incinta e viene costretta a interrompere la carriera accademica. Mica perché lo status di donna gravida è troppo faticoso. Ma perché la commissione del Politecnico, composta da soli uomini, giudica “sconveniente” la situazione. Per Mileva le porte dell’ateneo si chiudono per sempre. Lei decide di continuare comunque a studiare accanto al marito e, sicuramente, Albert le deve molto per quella “teoria della relatività” che lo ha reso celebre. D’altra parte si sa: “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”. Basta che stia dietro e, possibilmente, zitta. Poi succede che tutti gli amori, soprattutto quando c’è un lui che passa da un tradimento all’altro con grande disinvoltura, finiscono. Mileva e Albert si separano e nell’accordo di divorzio inseriscono una clausola. Nel caso in cui Albert avesse vinto il Nobel, Mileva avrebbe incassato il denaro. E così andò. Adesso la città di Zurigo si è accorta di lei e sta pensando di conferirle una laurea postuma. Speriamo che non ci metta troppo e che non sia motivata dall’essere stata “l’amorevole e muta assistente” del marito.

Pier Lodigiani – Communication Consultant, Journalist, Gestalt Counselor 

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