29 Giugno Giornata Mondiale della Sclerosi Sistemica

Associazione Nazionale di Pazienti e Famigliari,
Volontariato e Solidarietà Famigliare.

I fiori delle ragazze di Tahiti

Nei quadri dipinti che Paul Gauguin ha realizzato durante i suoi periodi di soggiorno in Polinesia, e in particolare a Tahiti, le donne raffigurate sono spesso adorne di fiori tra i capelli o rappresentati sulle loro vesti: si tratta dei fiori dell’ibisco, con i quali sono composte anche le celeberrime ghirlande hawaiane.
 

Un giusto accostamento tra le donne e questo fiore che, infatti, nelle tradizioni è considerato il simbolo della bellezza. Differenziato in circa 300 diverse specie, l’ibisco è originario dei paesi tropicali ma è ormai diffuso in gran parte del mondo e coltivato sia in piena terra che in vaso proprio per i suoi fiori, attraenti nei colori rosa, rossi, blu, gialli, a volte bicolori. La fioritura può variare tra una specie e l’altra ma, generalmente, è abbondante in primavera ed estate, anche se la durata di ogni singolo fiore è piuttosto breve. Tranne alcune specie che sopportano bene il freddo, resistendo anche alle gelate invernali, la maggior parte di queste piante ha necessità di un clima mite e, pertanto, devono essere coltivate in vaso nelle zone con temperature invernali basse, in modo da poterle ritirare quando il termometro scende al di sotto dei 10-12 gradi. In ogni caso l’ibisco predilige una buona esposizione alla luce, mentre produce fioriture piuttosto scarse quando è collocato in posizioni poco luminose. Non ha particolari esigenze di coltivazione e può vivere in quasi tutti i tipi di terreno, meglio se sono abbastanza ricchi di humus, da tenere preferibilmente sempre umidi, soprattutto nei periodi estivi, e senza ristagni d’acqua. Dell’ibisco esistono specie sia annuali che perenni. Se coltivate in vaso, queste ultime vanno rinvasate almeno ogni due-tre anni, essendo una pianta dallo sviluppo piuttosto rigoglioso. In primavera, prima della ripresa vegetativa, è possibile potare i rami rovinati o troppo disordinati e, per le specie in esterno che resistono all’inverno, togliere i rami che si presentano rinsecchiti.

Silvio della Casa

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