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	<title>Divagando &#8211; Lega Italiana Sclerosi Sistemica</title>
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	<description>Informàti per Informare</description>
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	<title>Divagando &#8211; Lega Italiana Sclerosi Sistemica</title>
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		<title>10 consigli per ricominciare la scuola dai pediatri del Bambino Gesù</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 13:05:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Postura, zaini, alimentazione, gestione del tempo e dello stress:&#160;10 consigli&#160;dei pediatri dell’Istituto per la Salute&#160;dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per aiutare i genitori ad affrontare nel migliore dei modi, insieme ai propri figli, il&#160;ritorno a scuola. Sul portale dell’Ospedale, inoltre, è a disposizione delle famiglie&#160;un’intera sezione dedicata alla scuola&#160;con altri suggerimenti utili e approfondimenti su temi [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Postura, zaini, alimentazione, gestione del tempo e dello stress:&nbsp;<strong>10 consigli</strong>&nbsp;dei pediatri dell’Istituto per la Salute&nbsp;dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per aiutare i genitori ad affrontare nel migliore dei modi, insieme ai propri figli, il&nbsp;<strong>ritorno a scuola</strong>.  Sul portale dell’Ospedale, inoltre, è a disposizione delle famiglie&nbsp;<strong>un’intera sezione dedicata alla scuola</strong>&nbsp;con altri suggerimenti utili e approfondimenti su temi specifici come l’inserimento dei bambini nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il decalogo</h3>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Prepariamo lo zaino insieme.&nbsp;</strong>Prepariamo con bambini e ragazzi uno zaino leggero, resistente e ben organizzato, posizionando i libri pesanti vicino alla schiena e indossando entrambe le bretelle in modo comodo e sicuro.</li>



<li><strong>Incoraggiamo una giusta postura. </strong>Spieghiamo ai bambini come sedersi dritti, appoggiati allo schienale, con le braccia sul banco, favorendo così la concentrazione e il comfort durante le lezioni.</li>



<li><strong>Una passeggiata per andare a scuola.</strong>&nbsp;Promuoviamo il movimento attraverso piacevoli attività, come camminare a scuola o giocare all’aperto, per mantenere mente e corpo attivi.</li>



<li><strong>Una buona alimentazione per rimanere concentrati.&nbsp;</strong>Bilanciamo i pasti principali con spuntini sani, fornendo la giusta quantità di calorie per l’età del bambino e dell’adolescente. Uno spuntino adeguato dovrebbe fornire il 5-10% delle calorie giornaliere, dunque variare – in base all’età – tra le 80-100 calorie di un bambino di 6 anni e le 180-200 calorie di un adolescente.</li>



<li><strong>La gestione del tempo, tra studio e gioco.&nbsp;</strong>Stabiliamo un orario fisso per i compiti a casa, prevedendo momenti di riposo, studio e attività sportive, per una routine equilibrata.</li>



<li><strong>Condividiamo le esperienze scolastiche.&nbsp;</strong>Mostriamo interesse per la giornata scolastica, chiedendo non solo delle lezioni ma anche delle amicizie e delle esperienze condivise, creando un dialogo familiare.</li>



<li><strong>Ognuno ha i suoi tempi.</strong>&nbsp;Notiamo eventuali difficoltà senza allarmarci, rispettando il ritmo di apprendimento del bambino, specialmente nella lettura e nella scrittura.</li>



<li><strong>Un supporto senza stress.</strong>&nbsp;Sosteniamo i ragazzi nel prendersi cura dei propri impegni senza esagerare, rendendo l’apprendimento un’esperienza gratificante, non stressante.</li>



<li><strong>Rispettiamo l’autonomia</strong>. Offriamo supporto e dialogo senza invadere la privacy, rispettando la loro autonomia e immagine sociale.</li>



<li><strong>Insieme per crescere.&nbsp;</strong>Comunichiamo ai ragazzi che genitori e insegnanti lavorano insieme per comprendere e superare le difficoltà, creando un ambiente di supporto</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte <a href="https://www.ospedalebambinogesu.it/bambino/focus/scuola/" target="_blank" rel="noopener">Ospedale Pediatrico Bambino Gesù &#8211; Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (ospedalebambinogesu.it)</a></p>
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		<title>Affrontare il cambio di stagione con Hempy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2021 19:34:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Divagando]]></category>
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					<description><![CDATA[Nonostante le temperature non si siano ancora stabilizzate siamo ufficialmente in primavera, le giornate si allungano, nascono i primi bellissimi e coloratissimi fiori e un po&#8217; ci sembra di sentire anche in noi il desiderio di rifiorire, dopo il lungo inverno. Il nostro organismo però potrebbe non essere pronto a questo cambiamento e, inevitabilmente, si [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Nonostante le temperature non si siano ancora stabilizzate siamo ufficialmente in primavera, le giornate si allungano, nascono i primi bellissimi e coloratissimi fiori e un po&#8217; ci sembra di sentire anche in noi il desiderio di rifiorire, dopo il lungo inverno. Il nostro organismo però potrebbe non essere pronto a questo cambiamento e, inevitabilmente, si iniziano ad accusare i sintomi del “cambio di stagione”:&nbsp;<strong>spossatezza, sonnolenza, mal di testa, apatia, irascibilità, bassa concentrazione e appetito insaziabile.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambio di stagione è un momento delicato per l’organismo umano, soprattutto per il sistema immunitario e il sistema nervoso, cosicché siamo più vulnerabili alle malattie e anche l’equilibrio psicologico è messo a dura prova.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo malessere coinvolge in misura maggiore le donne e gli anziani e, in linea generale, i soggetti con uno stile di vita irregolare, i soggetti ansiosi o con alterazioni dell’umore e i soggetti con sintomi depressivi poiché i cambiamenti in atto causano un’acutizzazione della problematica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa succede al nostro organismo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’aumento delle temperature e la variazione delle ore di luce ci richiedono un processo di adattamento, quindi anche energie. Fisiologicamente si assiste ad una variazione ormonale con un aumento della produzione di&nbsp;<strong>cortisolo</strong>, l’ormone dello stress, alterata produzione di&nbsp;<strong>melatonina</strong>, ormone che regola i cicli sonno-veglia, e mancanza di&nbsp;<strong>serotonina</strong>, l’ormone del buonumore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima regola per prepararci al meglio all’arrivo della bella stagione è quella di seguire abitudini di vita corrette, movimento e dieta sana facendo particolare attenzione all’assunzione di nutrienti essenziali per il benessere fisico e psichico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; per questo che vi consigliamo l’olio di semi di canapa, un vero e proprio nutraceutico, con indiscutibili effetti benefici sulla salute. È un olio vegetale straordinariamente ricco in acidi grassi essenziali (Omega 6 e Omega 3) ed è l’unico a poter vantare un&nbsp;<strong>rapporto bilanciato tra Omega 6 e Omega 3 di 3:1</strong>, come raccomandato dalle Linee guida per una sana alimentazione del Centro di ricerca alimenti e nutrizione del CREA. Nello specifico, l’olio di semi di canapa contiene&nbsp;<strong>acido linoleico (LA)</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>acido alfa-linolenico (ALA)</strong>&nbsp;acidi grassi essenziali precursori rispettivamente di tutti gli acidi grassi della serie omega-6 e omega-3. Purtroppo, l’attuale alimentazione umana predispone l’organismo ad uno stato di infiammazione cronica, ulteriormente alimentato da uno stile di vita frenetico, stress, sedentarietà, fumo e alcol.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, numerosi studi hanno evidenziato come un elevato rapporto tra omega-6 e omega-3 possa essere direttamente coinvolto nei processi di alterazione delle attività psico-comportamentali regolate dal sistema nervoso centrale (<strong>tono dell’umore, sonno, volontà, apprendimento, fame</strong>), oltre a favorire lo sviluppo di disturbi depressivi. Infatti, gli&nbsp;<strong>omega-3</strong>&nbsp;sono fondamentali per il sistema nervoso centrale, poiché sono in grado di garantire ai neuroni la giusta fluidità delle membrane, necessaria alla progressione dell’impulso nervoso, ed inoltre regolano la produzione e la liberazione dei neurotrasmettitori serotonina e dopamina.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per questi motivi è fondamentale non solo assicurarsi di introdurre i giusti quantitativi di acidi grassi essenziali omega-6 e omega-3, ma anche di introdurli nel giusto rapporto di 3:1.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per maggiori informazioni puoi visitare il sito <a href="https://hempy.it/" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener">https://hempy.it/</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Anche Fido può imparare la gentilezza</title>
		<link>https://sclerosistemica.info/anche-fido-puo-imparare-la-gentilezza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 15:25:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Divagando]]></category>
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					<description><![CDATA[Potrebbe sembrare strano ma anche i nostri amici a quattro zampe possono imparare le norme di gentilezza necessarie nei diversi luoghi e negli spazi comuni dove essi vivono, ma solo se queste norme vengono insegnate loro sin da cuccioli. Secondo Mauro Ottolini, educatore cinofilo di Ca’ Zampa “Per addestrare il proprio cane alla gentilezza, occorre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Potrebbe sembrare strano ma anche i nostri amici a quattro zampe possono imparare le norme di gentilezza necessarie nei diversi luoghi e negli spazi comuni dove essi vivono, ma solo se queste norme vengono insegnate loro sin da cuccioli.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Secondo Mauro Ottolini, educatore cinofilo di Ca’ Zampa “<em>Per addestrare il proprio cane alla gentilezza, occorre fargli eseguire sin da cucciolo alcune pratiche che gli permetteranno di memorizzare anche in età adulta i comportamenti più importanti. Nessun cane nasce aggressivo: questa attitudine, così come la gentilezza, si sviluppa in base a come il cane viene abituato e trattato dal secondo al settimo mese di vita</em>”.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Per educare Fido alla gentilezza basta dunque seguire qualche piccolo consiglio <strong>&nbsp;</strong></span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: 12pt;"><strong>EDUCARLO FIN DA CUCCIOLO</strong>. Per addestrare il proprio cane alla gentilezza occorre fargli eseguire sin da cucciolo alcune pratiche che memorizzerà. La gentilezza si sviluppa in base a come il cane viene abituato e trattato dal secondo al settimo mese di vita.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;"><strong>L’IMPORTANZA DI SVOLGERE ESERCIZI SPECIFICI. </strong>Si tratta di semplici esercizi che il nostro amico a quattro zampe dovrà ripetere con pazienza ed attenzione affinchè siano memorizzati.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;"><strong>ABITUARLO ALLA PAZIENZA</strong>. Il cane deve essere gentile anche quando richiede qualcosa al proprietario: finché il cane non si calmerà, il padrone non dovrà assecondarlo. In questo modo il cane imparerà a chiedere al proprietario delle cose in maniera gentile.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;"><strong>DARE IL BUON ESEMPIO. </strong>Un cane è gentile se trova amore ed effetto nella sua vita. Se ci si mostra gentili con il cane, anche lui lo sarà con le altre persone. Se il cane si sente parte integrante della vita del proprietario sarà molto più gentile con gli altri.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;"><strong>PORTARLO IN GIRO. </strong>Fin dai primi mesi di vita il cane deve essere abituato a frequentare ambienti esterni diversi dalla propria casa e incontrare altre persone e cani. La socializzazione gli permetterà di non sviluppare atteggiamenti ostili verso ciò che non fa parte dei propri spazi domestici.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-size: 12pt;">La prima tipologia di esercizi riguarda quelli statici, suddivisi in da seduto, a terra e di attesa. “<em>Quando ad esempio il proprietario posa un croccantino a terra</em> – afferma Ottolini &#8211; <em>il cane dovrà imparare a non prenderlo subito, ma a farlo solo dopo che gli verrà dato il comando, gestuale o verbale</em>”.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Gli esercizi dinamici invece sono legati alla condotta al guinzaglio, al gioco o al recupero. Gli esercizi di gestione delle risorse con la bocca riguardano lo scambio di ciò che il cane ha tra i denti o con qualcosa di pari importanza educando così il cane a non reagire in malo modo quando gli si toglie ciò che sta trattenendo nella propria bocca. “<em>La gentilezza in questo caso</em> – prosegue Ottolini &#8211; <em>consiste proprio nel fatto che il cane lascia per volere del proprietario ciò che tiene in bocca in maniera dolce, ottenendo qualcosa di interessante in cambio</em>.”</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Il cane deve essere gentile anche quando richiede qualcosa al rispettivo proprietario. “<em>Se il cane vuole uscire o ha fame</em> – sottolinea l’educatore cinofilo di Ca’ Zampa &#8211; <em>deve rivolgersi in maniera gentile, ad esempio alzando una zampa, sedendosi, scuotendo la testa per chiedere, anziché mordere il pantalone, abbaiare o correre agitato per casa</em>”. Per fare in modo che ciò avvenga, occorre agire sui comportamenti che il cane deve assumere. “<em>Finché il cane non si calmerà, non dovrà essere assecondato, mentre una volta che il cane adotterà il giusto tipo di comportamento potrà essere premiato, ad esempio con un croccantino o con un bel ‘bravo’. In questo modo il cane imparerà a chiedere gentilmente delle cose, e non in maniera frenetica</em>.”</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Un cane è gentile se trova amore ed affetto nel proprietario: se quest’ultimo è gentile con il suo pet, anche lui lo sarà con le altre persone, fin da quando è cucciolo. Ciò permetterà di migliorare la qualità della vita dei pet, migliorando così anche la qualità del tempo che i proprietari possono trascorrere con loro. “<em>Se un cane viene abituato a rimanere solo in giardino o in casa</em> – sottolinea Ottolini &#8211; <em>col tempo quando vedrà delle persone o cani fuori il cancello o dentro casa abbaierà perché si sentirà invaso nel suo territorio. Questo potrà essere gestito se, dal secondo mese il cane viene abituato ad uscire, viene portato in giro a vedere nuovi luoghi, favorendo l’incontro con altre persone e cani. Solo attraverso una buona socializzazione il nostro amico a quattro zampe riuscirà a controllare la sua aggressività e ad avere un comportamento gentile a prescindere dal luogo in cui si trova</em>.”</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em><strong>Fonte: Ansa</strong></em></span></p>
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		<title>Anche Fido ride sotto i baffi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2020 09:25:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Divagando]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Italiana Sclerosi Sistemica]]></category>
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					<description><![CDATA[I cani ridono? Alcuni sì, ma questo gesto può avere un duplice significato, come ci spiega il veterinario comportamentista Luca Cantini. Le risate sono legate alle razze o ai soggetti più socievoli, più portati a giocare. Difficilmente vedremo cani diffidenti sorridere. La cosa sicura è che il sorriso nei cani è un gesto imitativo, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: inherit; font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">I cani ridono? Alcuni sì, ma questo gesto può avere un duplice significato, come ci spiega il veterinario comportamentista Luca Cantini. Le risate sono legate alle razze o ai soggetti più socievoli, più portati a giocare. Difficilmente vedremo cani diffidenti sorridere. La cosa sicura è che il sorriso nei cani è un gesto imitativo, che nasce dalla loro convivenza con gli esseri umani: lo dimostra il fatto che Fido sorride soltanto con le persone, mentre questa espressione non è mai scambiata tra due cani.</span></p>
<h2>Ma che significato ha il sorriso di Fido?</h2>
<p>Quando Fido sorride dunque ci sta mostrando la sua gioia e la sua volontà di interazione sociale, ma a volte il suo sorriso può assumere anche un altro significato. Il sorriso pacificatore infatti è l’espressione tipica di un cane che ha combinato qualche guaio e chiede di essere perdonato oppure di fare pace. E&#8217; un modo per dire &#8220;<em>Siamo amici, facciamo pace</em>&#8220;. In questo caso questa volontà è visibile anche dalla postura che i nostri amici a quattro zampe usano: si abbassano, mettono la coda tra le gambe oppure utilizzano la posizione della sfinge rannicchiati a terra.<br />
Se invece ci vengono incontro scodinzolando allora lo fanno solo per interagire con noi.</p>
<h2>Fido può imparare a sorridere?</h2>
<p>Secondo Luca Cantini questo dipende da quanto si riesce a stimolare questa reazione,da quanto ride lo stesso padrone e dal vissuto dell&#8217;animale, ma di base il sorriso rimane una reazione spontanea che non si insegna. Di sicuro è il segno che il cane è ben integrato in una famiglia e che vive una vita bella dove c&#8217;è interazione. Non vuol dire però, secondo il dottore, che un cane che ride è più sensibile di uno che non lo fa.</p>
<p><strong><em>Fonte: Tv sorrisi e canzoni</em></strong></p>
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		<title>Anche i gatti amano la musica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 14:46:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Divagando]]></category>
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					<description><![CDATA[Vi è mai capitato di accendere la musica e vedere Micio andarsene seccato? Ora c’è una spiegazione. Da uno studio condotto dall’Università di Wiscounsin- Madison i gatti risultano molto attratti dalla musica composta appositamente per loro, mentre non gradiscono la musica abitualmente ascoltata dagli uomini. I ricercatori hanno analizzato i naturali vocalizzi del gatto e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vi è mai capitato di accendere la musica e vedere Micio andarsene seccato? Ora c’è una spiegazione. Da uno studio condotto dall’<strong>Università di Wiscounsin- Madison</strong> i gatti risultano molto attratti dalla musica composta appositamente per loro, mentre non gradiscono la musica abitualmente ascoltata dagli uomini.</p>
<p>I ricercatori hanno analizzato i naturali vocalizzi del gatto e hanno creato una melodia sullo stesso range di frequenze, superiore all’ incirca di un’ottava o più rispetto alla voce umana. Il risultato è una musica fatta di rumori a loro familiari come ad esempio fusa, miagolii, graffi e leccate.</p>
<p>L’equipe del professor <em>Charles Snowdon</em> ha poi testato queste melodie per osservare il comportamento dei felini in relazione a questi suoni. Posizionando due casse all’interno delle case di 47 gatti ha trasmesso 4 melodie diverse, due brani di musica classica l’<strong><em>Elegie</em></strong> di <em>Gabriel Fauré</em> e l’<strong><em>Aria sulla quarta corda</em></strong> di <em>Bach</em> e due canzoni che riproducevano i rumori dei gatti create dal compositore<em> David Teie</em> dell’Università del Maryland. Sebbene le due composizioni classiche non abbiano disturbato i mici, tuttavia questi non hanno  dimostrato grande attenzione ai suoni riprodotti adottando comportamenti ritenuti negativi come ad esempio inarcare la schiena e rizzare il pelo. Al contrario, la musica appositamente creata per loro ha avuto come esito un comportamento positivo, sfociato in fusa ripetute e avvicinamento agli altoparlanti per “ascoltare” meglio la melodia.</p>
<p>Questo esperimento ha dimostrato una certa familiarità dei nostri amici a quattro zampe con la musica, ma con un tipo particolare di suoni che sono capaci di suscitare in loro emozioni positive. La correlazione tra la musica e gli animali è stata più volte messa in luce da numerosi scienziati e in molti casi proprio i suoni hanno dimostrato di avere il grande potere di infondere tranquillità e diminuire lo stress provato dagli animali stessi.</p>
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		<item>
		<title>Aprile 2026 riparte il nuovo ciclo Mindfulness</title>
		<link>https://sclerosistemica.info/aprile-26-nuovo-ciclo-mindfulness-impariamo-ad-abitare-il-presente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 16:58:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Divagando]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Italiana Sclerosi Sistemica]]></category>
		<category><![CDATA[Sclerodermia]]></category>
		<category><![CDATA[Sclerodermia mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[Sclerosi Sistemica Mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[Sclerosi Sistemica Volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[Inizialmente ero un po' scettico per diversi motivi. Uno di questi era che, essendo un malato "molto precoce", avevo paura che gli incontri mi facessero stare peggio a livello psicologico semplicemente incontrando malati in condizioni peggiori rispetto alla mia. Invece è accaduto il contrario: vedere la loro reazione, le modalità con cui si confrontano con la malattia, pieni di forza e coraggio mi ha spinto a chiedermi perché io non lo fossi almeno altrettanto. 
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>Inizialmente ero un po&#8217; scettico per diversi motivi. Uno di questi era che, essendo un malato &#8220;molto precoce&#8221;, avevo paura che gli incontri mi facessero stare peggio a livello psicologico semplicemente incontrando malati in condizioni peggiori rispetto alla mia. Invece è accaduto il contrario: vedere la loro reazione, le modalità con cui si confrontano con la malattia, pieni di forza e coraggio mi ha spinto a chiedermi perché io non lo fossi almeno altrettanto. <br>La psicologa è stata molto brava a dare spunti di discussione in tutti gli incontri ma quello che mi rimarrà sono le esperienze e l&#8217;approccio alla vita di tutti i partecipanti quindi ringrazio sopratutto loro. Se dovessi avere l&#8217;opportunità di partecipare nuovamente, coglierei al volo l&#8217;occasione. E&#8217; stata anche la prima volta in cui ho sperimentato la modalità Mindfulness e l&#8217;esperienza è stata positiva&#8221;.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una malattia a manifestazione cutanea come la sclerosi sistemica va ben oltre la pelle, colpisce l&#8217;equilibrio psicologico ed emotivo impattando fortemente sulla qualità della vita poiché genera uno stigma costante a ogni interazione sociale. <br>La mancanza di una cura risolutiva impone il passaggio dell&#8217;accettazione e della paura del domani e pone una domanda <strong>&#8220;come convivo con tutto questo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei cicli di Mindfulness della Lega Italiana Sclerosi Sistemica lavoriamo su un programma articolato nello sviluppo di 5 obiettivi principali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono aperte le iscrizioni per il nuovo gruppo  in partenza mercoledì 22 aprile con il primo incontro di presentazione del programma. Il nuovo ciclo terminerà il  27 maggio, di seguito il link per le iscrizioni online e i termini di partecipazione </p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://sclerosistemica.info/4-nuovi-cicli-di-mindfulness-per-il-2026/">4 nuovi cicli di Mindfulness per il 2026 &#8211; Lega Italiana Sclerosi Sistemica</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Arteterapia come espressione del sè</title>
		<link>https://sclerosistemica.info/arteterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 16:37:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Divagando]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Italiana Sclerosi Sistemica]]></category>
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					<description><![CDATA[Arteterapia è una disciplina che utilizza le tecniche dell’arte, le decodifica con l’obiettivo di ottenere dalle persone, anche le più restie, un’espressione di sé usando il proprio corpo, la propria mente e le proprie capacità manuali. I manufatti e l’espressione corporea veicolano i pensieri, le emozioni diventando dei simboli comunicabili. Arteterapia come linguaggio alternativo L’Arteterapia è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Arteterapia è una disciplina che utilizza le tecniche dell’arte, le decodifica con l’obiettivo di ottenere dalle persone, anche le più restie, un’espressione di sé usando il proprio corpo, la propria mente e le proprie capacità manuali. I manufatti e l’espressione corporea veicolano i pensieri, le emozioni diventando dei simboli comunicabili.</p>
<h2>Arteterapia come linguaggio alternativo</h2>
<p>L’Arteterapia è un linguaggio alternativo al linguaggio verbale veicolato da atti creativi assecondando, senza alcun giudizio, l’operato dell’individuo lasciandolo libero nella sua massima espressione andando a correggere, inquadrare, capire, assecondare e trasformare rispettando le sue caratteristiche e  potenzialità primordiali.</p>
<h2>Chi è Simona?</h2>
<p>Mi chiamo Simona, sono giornalista e volontaria in associazione, da molto tempo conosco la <strong>Lega Italiana Sclerosi Sistemica</strong> e la  dedizione dei suoi volontari per chi soffre e per chi ha bisogno di aiuto mi hanno coinvolta da subito. Ho fatto interviste, ho seguito seminari sulla Sclerosi Sistemica e mi rendo conto quanto sia difficile andare avanti avendo a che fare con uno Stato sordo&#8230; Io, insieme a voi, sto lottando per cambiare qualcosa. Mi occupo di Artiterapie che trovo estremamenti efficaci. Una bella alternativa alle consuete psicoterapie ma non troppo conosciute. Il mio obiettivo è di parlarne per dare a tutti la possibilità di conoscerle ed, eventualmente, utilizzarle.</p>
<p>Il viaggio che vorrei fare con voi, condividendo le mie esperienze, parlando di  musicoterapia, teatro-terapia, Danza movimento terapia, Arti grafiche, plastiche e pittoriche ha l’obiettivo  di avvicinarvi a questa tecnica riabilitativa di sostegno che non è psicoterapia ma ha come fine ultimo quello di ridurre gli handicap psicofisici, stimolando le capacità relazionali.</p>
<h2>Chi può fare Arteterapia?</h2>
<p>L’Arteterapia è consigliabile  anche a persone non affette da particolari patologie. Arteterapia è consigliata a tutti coloro che sentono la necessità di stimolare il proprio benessere psicofisico, utilizzando questo meraviglioso mondo che è l’arte in ogni sua forma e misura.</p>
<h5><strong><em>Simona Salta </em></strong></h5>
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		<title>Aster: i tipici fiori d’autunno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2022 11:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Divagando]]></category>
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					<description><![CDATA[Tentare di descrivere gli aster significa imbattersi in una molteplicità di specie, alcune centinaia, visivamente anche piuttosto diverse fra loro; perenni, annuali o biennali, di origine europea, asiatica o nordamericana sono differenti anche per la forma dei fiori che possono essere simili alle margherite oppure doppi o a pompon. La varietà di colori degli aster [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Tentare di descrivere gli aster significa imbattersi in una molteplicità di specie, alcune centinaia, visivamente anche piuttosto diverse fra loro; perenni, annuali o biennali, di origine europea, asiatica o nordamericana sono differenti anche per la forma dei fiori che possono essere simili alle margherite oppure doppi o a pompon. La varietà di colori degli aster è molto ampia: bianco, rosa, rosso, viola, giallo, fucsia, azzurro, blu secondo la specie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è però una caratteristica che accomuna la maggior parte degli aster, ed è quella di poter rallegrare il giardino in autunno, fino a ottobre inoltrato e in qualche caso fino a novembre, quando ormai per molte altre piante il periodo di fioritura è già terminato o sta per concludersi. Non a caso sono spesso conosciuti come “settembrini”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La notevole resistenza alle condizioni climatiche ne permette la coltivazione anche in zone con temperature che scendono abbondantemente al di sotto dello zero. In alcune specie la parte aerea secca in inverno e a primavera le radici emettono nuovi fusti, mentre altre, sempreverdi, non perdono le foglie neppure durante i mesi più freddi. In ogni caso è bene, anche per questioni estetiche, tagliare alla base gli steli appassiti. Di massima gli aster prediligono l’esposizione al sole, ma crescono e fioriscono discretamente anche in spazi a mezz’ombra. Sono piante rustiche che non richiedono particolari attenzioni se non una leggera concimazione periodica come la maggior parte delle piante ornamentali e da fiore; è preferibile effettuare le innaffiature ogni qualvolta il terreno è perfettamente asciutto, perché l’eccessiva umidità ne favorisce le malattie fungine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli aster sono tipicamente fiori da giardino, considerato il loro portamento cespuglioso e l’altezza degli steli che in alcune specie raggiunge anche i 100-120 centimetri. Esistono comunque alcune specie di dimensione più contenuta (20-40 centimetri) che possono essere coltivate in vaso. In quest’ultima situazione è opportuno che il contenitore sia piuttosto capiente, perché comunque lo sviluppo delle radici è considerevole, e a maggior ragione occorre fare attenzione a non lasciare nocivi ristagni d’acqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Silvio della Casa</em></strong></p>
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		<title>Auguri Natalizi</title>
		<link>https://sclerosistemica.info/auguri-natalizi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 12:54:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Santo Natale 2025 Il 4 ottobre 2026 ricorreranno 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, uno dei messaggeri di pace che scelse di tornare alla povertà per stare più vicino agli ultimi. Abbiamo pensato, in occasione del Santo Natale, di condividere con te un suo pensiero che ci fornisce uno spunto di riflessione sul [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><em>Santo Natale 2025</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 4 ottobre 2026 ricorreranno 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, uno dei messaggeri di pace che scelse di tornare alla povertà per stare più vicino agli ultimi. Abbiamo pensato, in occasione del Santo Natale, di condividere con te un suo pensiero che ci fornisce uno spunto di riflessione sul valore del donarsi, valore tipico anche delle attività di volontariato che ci contraddistinguono.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:30px"><strong><em>Donandosi si riceve, dimenticando se stessi ci si ritrova.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella speranza che questo messaggio possa squarciare le tenebre di questo difficile momento, mandiamo a te e ai tuoi cari i nostri migliori auguri affinché queste prossime festività siano occasione di pace e serenità in ogni famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>I Volontari della</em> <em>LEGA ITALIANA SCLEROSI SISTEMICA</em></p>
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		<title>Avere un cane allunga la vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 15:16:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Divagando]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo uno studio svedese pubblicato su Scientific Reports, essere proprietari di un cane ridurrebbe il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Gli autori dello studio hanno esaminato i dati relativi ad oltre 3,4 milioni di cittadini svedesi di età compresa tra i 40 e gli 80 anni e senza precedenti di patologie cardiovascolari per valutare la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em class="ui-sortable-handle">Secondo uno studio svedese pubblicato su Scientific Reports, essere proprietari di un cane ridurrebbe il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.</em></p>
<p>Gli autori dello studio hanno esaminato i dati relativi ad oltre 3,4 milioni di cittadini svedesi di età compresa tra i 40 e gli 80 anni e senza precedenti di patologie cardiovascolari per valutare la correlazione tra l’essere proprietari di una cane e la salute cardiovascolare. Sebbene lo studio sia stato condotto solo sulla popolazione svedese, secondo gli autori i risultati ottenuti potrebbero essere riferiti anche ad altre popolazioni europee di cultura simile.</p>
<p>Dai dati è emerso il cane è una presenza importante soprattutto per la vita dei single. I single proprietari di un cane presentano infatti una riduzione del 33% del rischio di morte cardiovascolare e una riduzione dell’11% del rischio di infarto, rispetto alle persone che vivono senza un animale domestico.<br />
Ma dallo studio sono emerse differenze anche in base alle razze dei cani. I cani più ‘amici’ del cuore, stando ai risultati di questo studio,  risultano essere quelli appartenenti alle razze da caccia.</p>
<p>Ma come il cane può concretamente proteggere la salute del cuore del suo padrone?<br />
“<em>Questo tipo di studi epidemiologici</em> – spiega Tove Fall, professore associato di epidemiologia presso il dipartimento di Scienze Mediche e Laboratorio Scienze per la Vita dell’Università di Uppsala – <em>non fornisce risposte in merito al ‘se’, né al ‘come’ i cani possano risultare protettivi per il cuore</em>.” Di certo a differenza di chi non possiede un animale domestico, i proprietari di cani hanno un livello di attività fisica superiore. Inoltre esistono altri vantaggi per i padroni di Fido: i cani migliorano il benessere psicologico della persone e ne favoriscono i contatti sociali.</p>
<p><em><strong>Tratto da: Quotidiano Sanità</strong></em></p>
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