Michela e la sua battaglia

Correva l’anno 1997 e io ero un’altra me. Oggi guardo con rispetto la persona che ero, in piena battaglia, in piena trasformazione fisica. Avevo 22 anni, le mie amiche organizzavano serate, aperitivi, nottate in discoteca ed io ero lì, piena di dolori, rigida, gonfia e stavo alla finestra ad osservare un mondo che non potevo vivere.

Lo sconforto era tanto, la Sclerosi Sistemica era desiderosa di vincermi. Ma non ce l’ha fatta.

Oggi mi guardo orgogliosa, oggi non mi pongo limiti pur avendone a bizzeffe. Oggi cerco solo ciò che mi fa stare davvero bene perché ho capito che l’unica persona che non devo mai deludere sono io.

Oggi so che tutto ciò che ho ottenuto e continuo ad ottenere dipende soprattutto dall’opinione che ho di me stessa, sempre, in qualsiasi circostanza.

Oggi sono felice dei miei difetti perché vivo della convinzione che amarsi significa riconoscere le proprie imperfezioni, accettarsi profondamente per puntare al miglioramento.

Oggi sono io e se sono così è anche e soprattutto grazie a quella ragazza che 22 anni fa non ha mai smesso di credere in se stessa!

Viva la vita sempre!

Michela Langella

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