Counseling al tempo del Covid-19

Counseling al tempo del Covid-19La Lega Italiana Sclerosi Sistemica è vicina ai propri utenti. Per cercare di rendere concreto l’essere “distanti ma uniti” ha messo in campo l’iniziativa Counseling al tempo del Covid-19. Pier Lodigiani, counselor a indirizzo gestaltico  ha deciso di dedicare una parte del suo tempo alla creazione di uno “spazio protetto d’ascolto” per tutti coloro che sentissero di averne bisogno.
Naturalmente si utilizzeranno gli “spazi virtuali” di Skype che garantiscono una qualità relazionale comunque soddisfacente.
Le sessioni saranno di circa 20 minuti e, naturalmente, gratuite.

Cos’è il counseling?

Il counseling, anche se in Italia è arrivato da poco più di quarant’anni, ha una storia molto lunga. Se ne sente già parlare a inizio ‘900 come attività di orientamento in ambito militare negli Stati Uniti. Sempre lì, lo ritroviamo prima negli anni ’30, a supporto delle persone colpite dalla Grande Depressione, e poi nei primi anni ’50, come attività di aiuto per il reinserimento sociale e professionale dei veterani della Grande Guerra. Ed è proprio negli anni ’50 che lo psicologo Carl Rogers ne fornisce una teorizzazione con le caratteristiche che lo definiscono oggi. Di che cosa si tratta? Parliamo di uno spazio di ascolto e relazionale fra due figure, il Counselor e il Cliente, che ha come obiettivo il miglioramento della qualità della vita nel presente, facendo leva sui punti di forza e sulle energie di autodeterminazione dell’individuo.

In che cosa consiste una seduta di counseling?

All’interno di questa “relazione d’aiuto” si esplorano difficoltà dovute a processi di cambiamento, stati di crisi e disagi al cui interno l’individuo viene accompagnato nella ricerca e nella maturazione di atteggiamenti resilienti come consapevolezza, sospensione del giudizio e autoresponsabilizzazione rispetto alle proprie scelte. L’obiettivo finale è il reperimento di una propria, autentica e soddisfacente modalità di affrontare le problematiche. Detto questo, il counselor, pur avendo sostenuto uno specifico percorso formativo, non è un terapeuta né un medico. Pertanto interviene esclusivamente su soluzioni a problematiche che non comportino una ristrutturazione profonda della personalità o, più in generale, di carattere clinico, rimandando per tali ambiti di competenza a figure quali, psicoterapeuti, psicologi e psichiatri.

Il Counseling al tempo del Covid-19: come affrontare l’emergenza

Non scherziamo: questo è un momento di frustrazioni, disagi e paure. Del tutto legittime e comprensibili: il Coronavirus ci ha messo di fronte a qualcosa di completamente ignoto, ci ha dato una nuova consapevolezza del pericolo e della vulnerabilità. Me se c’è uno spazio per la “presa di coscienza oggettiva”, c’è n’è uno altrettanto ampio per la scelta di vivere questo quotidiano “straniante” attivando modalità che ce lo rendano accettabile. Forse anche soddisfacente.

Percepiamo il senso del pericolo

Il senso del pericolo viene percepito dall’essere umano con modalità differenti. Alcuni si pongono in uno stato di accettazione passiva, agìta attraverso senso di impotenza, del “lasciarsi vivere”, di attesa frustrante. Altri lo aggrediscono “a petto nudo” accettando di mettersi ancora più a rischio e, probabilmente, sottovalutando l’ipotesi della sconfitta. Altri evitano il problema: fino a quando non mi riguarda personalmente, non esiste.

Il caso Coronavirus però è diverso. Non è una guerra. Non nel senso che non ci sia un nemico da combattere. Il fatto è che quel nemico è impalpabile. Non ha una forma che riconosciamo. Non abbiamo una analoga esperienza passata da utilizzare come modello di riferimento. Non sappiamo se e quando ci colpirà nella nostra salute fisica. E comunque tutti ci chiediamo quando finirà e vorremmo che la scienza fosse in grado di darci una risposta pronta e precisa, che, al momento, non c’è.

Quello che sappiamo è che, però, nel “qui e ora”, questa esperienza non la possiamo leggere e sentire con la “grammatica” comportamentale che conosciamo. Un esempio? Il confine tra i territori dell’io, del tu e del noi, se da una parte sono stati resi tangibili e invalicabili dalle misure di sicurezza che ci sono state imposte (la cosiddetta “distanza sociale”), dal punto di vista emotivo si sono spostati su un piano diverso, probabilmente compensativo, ma non necessariamente insoddisfacente.

D’altra parte la nostra personalità è naturalmente predisposta ad attingere a due fonti di energia. L’autoregolazione organismica, ovvero la capacità di mantenere un equilibrio nonostante le forze destabilizzatrici provenienti dall’esterno e l’adattamento creativo, cioè il continuo riequilibrarsi dell’individuo in relazione al suo rapporto con l’ambiente.

Le proposte pratiche della Lega Italiana Sclerosi Sistemica

Ma, passando dalla teoria alla pratica, come possiamo fare in modo che questo periodo di “confino” diventi un’esperienza nutriente e trasformativa per noi?

Abbiamo pensato per voi 2 opportunità:

  1. Puoi ricevere, su espressa tua richiesta alla mail help@sclerosistemica.info alcune proposte di semi di rinascita che Pier Lodigiani condivide. Da piantare ora, da continuare a far crescere anche quando, finalmente, potremo salutare Covid 19. Sono proposte, non consigli. Provatele cercando di stare in contatto con come vi fanno sentire. E coltivatele se l’esperienza vi risulta soddisfacente senza alcuno sforzo.
  2. In aggiunta a questo, chiunque fosse interessato all’iniziativa “Counseling al tempo del Covid-19” può usufruire di uno “spazio di ascolto”. Per concordare una o più sessioni via Skype con Pier Lodigiani,  scrivere a help@sclerosistemica.info o telefonare in orario di ufficio al numero 380 479 4870.

Lega Italiana Sclerosi Sistemica   #distantimauniti   #andràtuttobene

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