Potrebbe sembrare strano ma anche i nostri amici a quattro zampe possono imparare le norme di gentilezza necessarie nei diversi luoghi e negli spazi comuni dove essi vivono, ma solo se queste norme vengono insegnate loro sin da cuccioli.
Secondo Mauro Ottolini, educatore cinofilo di Ca’ Zampa “Per addestrare il proprio cane alla gentilezza, occorre fargli eseguire sin da cucciolo alcune pratiche che gli permetteranno di memorizzare anche in età adulta i comportamenti più importanti. Nessun cane nasce aggressivo: questa attitudine, così come la gentilezza, si sviluppa in base a come il cane viene abituato e trattato dal secondo al settimo mese di vita”.
Per educare Fido alla gentilezza basta dunque seguire qualche piccolo consiglio
- EDUCARLO FIN DA CUCCIOLO. Per addestrare il proprio cane alla gentilezza occorre fargli eseguire sin da cucciolo alcune pratiche che memorizzerà. La gentilezza si sviluppa in base a come il cane viene abituato e trattato dal secondo al settimo mese di vita.
- L’IMPORTANZA DI SVOLGERE ESERCIZI SPECIFICI. Si tratta di semplici esercizi che il nostro amico a quattro zampe dovrà ripetere con pazienza ed attenzione affinchè siano memorizzati.
- ABITUARLO ALLA PAZIENZA. Il cane deve essere gentile anche quando richiede qualcosa al proprietario: finché il cane non si calmerà, il padrone non dovrà assecondarlo. In questo modo il cane imparerà a chiedere al proprietario delle cose in maniera gentile.
- DARE IL BUON ESEMPIO. Un cane è gentile se trova amore ed effetto nella sua vita. Se ci si mostra gentili con il cane, anche lui lo sarà con le altre persone. Se il cane si sente parte integrante della vita del proprietario sarà molto più gentile con gli altri.
- PORTARLO IN GIRO. Fin dai primi mesi di vita il cane deve essere abituato a frequentare ambienti esterni diversi dalla propria casa e incontrare altre persone e cani. La socializzazione gli permetterà di non sviluppare atteggiamenti ostili verso ciò che non fa parte dei propri spazi domestici.
La prima tipologia di esercizi riguarda quelli statici, suddivisi in da seduto, a terra e di attesa. “Quando ad esempio il proprietario posa un croccantino a terra – afferma Ottolini – il cane dovrà imparare a non prenderlo subito, ma a farlo solo dopo che gli verrà dato il comando, gestuale o verbale”.
Gli esercizi dinamici invece sono legati alla condotta al guinzaglio, al gioco o al recupero. Gli esercizi di gestione delle risorse con la bocca riguardano lo scambio di ciò che il cane ha tra i denti o con qualcosa di pari importanza educando così il cane a non reagire in malo modo quando gli si toglie ciò che sta trattenendo nella propria bocca. “La gentilezza in questo caso – prosegue Ottolini – consiste proprio nel fatto che il cane lascia per volere del proprietario ciò che tiene in bocca in maniera dolce, ottenendo qualcosa di interessante in cambio.”
Il cane deve essere gentile anche quando richiede qualcosa al rispettivo proprietario. “Se il cane vuole uscire o ha fame – sottolinea l’educatore cinofilo di Ca’ Zampa – deve rivolgersi in maniera gentile, ad esempio alzando una zampa, sedendosi, scuotendo la testa per chiedere, anziché mordere il pantalone, abbaiare o correre agitato per casa”. Per fare in modo che ciò avvenga, occorre agire sui comportamenti che il cane deve assumere. “Finché il cane non si calmerà, non dovrà essere assecondato, mentre una volta che il cane adotterà il giusto tipo di comportamento potrà essere premiato, ad esempio con un croccantino o con un bel ‘bravo’. In questo modo il cane imparerà a chiedere gentilmente delle cose, e non in maniera frenetica.”
Un cane è gentile se trova amore ed affetto nel proprietario: se quest’ultimo è gentile con il suo pet, anche lui lo sarà con le altre persone, fin da quando è cucciolo. Ciò permetterà di migliorare la qualità della vita dei pet, migliorando così anche la qualità del tempo che i proprietari possono trascorrere con loro. “Se un cane viene abituato a rimanere solo in giardino o in casa – sottolinea Ottolini – col tempo quando vedrà delle persone o cani fuori il cancello o dentro casa abbaierà perché si sentirà invaso nel suo territorio. Questo potrà essere gestito se, dal secondo mese il cane viene abituato ad uscire, viene portato in giro a vedere nuovi luoghi, favorendo l’incontro con altre persone e cani. Solo attraverso una buona socializzazione il nostro amico a quattro zampe riuscirà a controllare la sua aggressività e ad avere un comportamento gentile a prescindere dal luogo in cui si trova.”
Fonte: Ansa



