Gli oleandri

Tra le piante di elevato valore ornamentale un posto di primo piano lo occupano certamente gli oleandri. Questa loro caratteristica, associata alle poche esigenze di coltivazione, giustifica senza alcun dubbio la loro vastissima diffusione non solo nelle zone a clima più caldo ma, con qualche attenzione in più, anche dovunque non si presentino inverni con gelate troppo persistenti.

Proveniente in origine dall’Asia è ormai ampiamente diffuso soprattutto nelle aree mediterranee e marittime in genere dove il caldo estivo può assumere valori piuttosto alti e la presenza della salsedine non reca alcun disturbo a questa specie. Essendo anche piuttosto resistenti ai periodi di siccità e non richiedendo cure particolari, facilmente ne vediamo la presenza in contesti urbani non particolarmente favorevoli alla crescita vegetale e persino lungo i nastri di asfalto di strade e autostrade.

In giardino poi, con il normale impegno che si dedica alle piante, gli oleandri possono dare notevole soddisfazione grazie alla rigogliosa fioritura che inizia a primavera inoltrata e prosegue fino a tutto l’autunno con fiori generalmente rosa, ma anche rossi, bianchi o screziati secondo il tipo di pianta scelto.

Per una buona coltivazione occorre tenere presente che l’esposizione deve necessariamente essere luminosa e soleggiata e le innaffiature devono essere contenute, da eseguire solo se il terreno è bene asciutto perché gli eccessi di umidità possono favorire lo sviluppo di muffe o funghi mentre, al contrario, gli oleandri sopportano abbastanza bene un certo livello di siccità.

In teoria non sarebbero necessarie particolari potature, se non per due necessità: l’oleandro ha per sua natura un portamento a cespuglio che può svilupparsi in modo disordinato e quindi conviene mantenerne una certa estetica o, addirittura, farlo crescere ad alberello eliminando man mano i nuovi polloni che si sviluppano da terra. È poi utile togliere dopo l’inverno i rami secchi e danneggiati.

Nelle zone in cui le temperature invernali si possono mantenere per diverso tempo sotto i 2-3 gradi è importante proteggere sia le radici, con la pacciamatura alla base per mezzo di foglie, paglia e simili, sia l’intera pianta con i teli di tessuto-non tessuto.

È possibile anche la coltivazione in vaso; occorre però utilizzare contenitori di una certa capienza e profondità che poi, se non si effettuano regolari potature di contenimento, devono essere sostituiti ogni due o tre stagioni con altri di sempre maggiore dimensione.

È inoltre sempre utile ricordare che l’oleandro è una delle piante più velenose per ingestione di una qualsiasi parte della pianta. Un’attenzione questa da mantenere soprattutto in presenza di bambini e animali domestici. Non comportano invece rischi le operazioni di coltivazione; al più può essere prudente effettuarle con le mani protette dai guanti.

Silvio della Casa

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