I rododendri

Nei libri dedicati ai racconti e alle leggende di montagna non è raro imbattersi in descrizioni di paesaggi impreziositi dai colori rosa o rossi dei rododendri; è infatti questo l’habitat naturale di diverse specie di tali piante che in genere amano i climi temperati freschi.

Anche la coltivazione per scopi ornamentali dà i migliori risultati nei giardini situati in particolari territori, per esempio nelle zone dei laghi. Ciò non esclude che si possano trovare anche in pianura, nelle aiuole cittadine; in questi casi però non è detto che si ottenga un’ottima riuscita, al contrario di quanto avviene solitamente per le loro “cugine” azalee, con le quali condividono il genere Rhododendron e la famiglia delle Ericacee.

Il rododendro è una pianta piuttosto rustica, ma per la sua coltivazione occorre porre in atto alcune specifiche attenzioni. Anzitutto, come le azalee, è una pianta acidofila che mal sopporta il terreno alcalino e le innaffiature con acqua calcarea. Devono essere utilizzati gli appositi terricci dal pH tendenzialmente acido e l’acqua ottimale è quella piovana, se si è attrezzati per il ricupero, oppure acqua distillata. In alternativa alcuni esperti suggeriscono di aggiungere alle acque calcaree che sono spesso fornite al rubinetto alcune gocce di limone o di aceto.

L’esposizione richiede una buona luminosità senza troppa luce solare diretta; meglio quindi una posizione accanto a un cespuglio o un albero in cui vi sia una certa penombra per parte della giornata. Una collocazione un po’ protetta è utile anche perché i fiori del rododendro sono molto belli ma piuttosto delicati e possono essere danneggiati dal vento e da precipitazioni piovose troppo forti.

Il terreno deve essere tenuto umido, ma senza eccessi d’acqua per evitare danni alle radici e al colletto della pianta. Va da sé che nei periodi più caldi e siccitosi le innaffiature debbano essere più frequenti, sempre però con l’attenzione di non eccedere.

Oltre a quelle più comunemente coltivate nei giardini, esistono oltre 500 specie di rododendri con caratteristiche anche piuttosto differenti tra loro. Anzitutto ne esistono di sempreverdi o a foglie caduche; questo è importante da sapere perché a volte si pensa che in inverno una pianta, magari ricevuta in regalo, sia morta dopo aver perso tutte le foglie. La maggior parte delle specie va protetta durante i mesi invernali e fiorisce a tarda primavera fino all’estate; in letteratura vengono però citate anche specie a fioritura invernale o precoce a fine inverno. Esistono differenze anche per forme e dimensioni: la maggior parte sono arbustive ma ne esistono alcune che assumono la forma di albero; complessivamente si va da altezze di poche decine di centimetri a qualche decina di metri. La dimensione è importante in quanto alcuni rododendri si possono coltivare anche in vaso, pur essendo una scelta meno diffusa. Le più comuni colorazioni dei fiori coprono le diverse gradazioni dal rosa al rosso e al violetto; ma in commercio si trovano anche ibridi bianchi, gialli, arancioni e color crema.

Silvio della Casa

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