La canna indica

L’aspetto elegante e i vivaci colori dei fiori, rossi, arancioni, gialli o screziati, fanno della canna indica una delle piante più apprezzate per abbellire i giardini. Ma prima ancora che per il valore ornamentale, nei paesi di origine, tipicamente le aree tropicali e subtropicali americane, la canna indica è stata coltivata nei secoli per scopi alimentari e curativi. Ricca di amido, rappresenta la materia prima per le industrie che ne utilizzano la farina per la produzione di pane, biscotti e altri prodotti similari. Sono commestibili e cucinabili in diverse maniere anche alcune parti della pianta, come i rizomi e le cime, mentre l’erboristeria tradizionale ne riconosce alcune proprietà con l’uso diretto o sotto forma di decotti e succhi.

Per quanto concerne invece gli scopi del giardinaggio occorre tenere conto delle dimensioni che le specie più diffuse possono raggiungere: l’altezza può arrivare a un paio di metri e le foglie possono misurare fino a 60 centimetri di lunghezza. Esistono comunque alcune specie nane che, con i loro 60 o 70 centimetri di altezza, possono essere coltivate anche nei vasi.

Per poter ricoverare le piante nella stagione invernale la coltivazione in vaso è consigliata soprattutto nelle zone dove le temperature possono scendere di molto e arrivare alle gelate. Se coltivate in piena terra in queste aree fredde è opportuno dissotterrare i rizomi quando le foglie sono disseccate e, dopo averli lasciati asciugare, riporli all’interno, in un contenitore che li tenga al buio e all’asciutto, per poi ripiantarli la primavera successiva. Per ottenere i migliori risultati, con una fioritura che si protrae fino a settembre e ottobre, le canne indiche vanno posizionate in zone luminose o in mezza ombra, meglio comunque se possono essere un po’ protette dal sole nelle ore più calde dell’estate. Come per molte altre piante, un’esposizione eccessivamente ombreggiata ne riduce la fioritura e ne aumenta la produzione fogliare. Nel periodo vegetativo, dalla primavera all’autunno, sono sufficienti annaffiature regolari ma senza eccessi d’acqua e un’eventuale concimazione ogni 15 giorni circa, come per la maggior parte delle piante da giardino. Durante il riposo vegetativo è necessaria solo qualche saltuaria innaffiatura solo per le canne indiche coltivate in vaso. È sempre consigliata la rimozione dei fiori appassiti per stimolarne la produzione di nuovi.

Silvio della Casa

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