La passiflora ornamentale e benefica

Per i buongustai è forse più immediato parlare di maracuja o frutto della passione, gustoso ingrediente per dolci, gelati e cocktail, mentre il nome passiflora ricorda più facilmente proprietà fitoterapiche sedative e calmanti. L’appassionato di giardinaggio però pensa subito ai fiori molto appariscenti, ideali per abbellire recinzioni e pergolati, ma anche per ottenere vistose fioriture in appartamento o sul terrazzo. In ogni caso si sta naturalmente parlando della medesima pianta, o meglio di una delle oltre 500 specie di piante appartenenti alla famiglia delle Passifloraceae, prevalentemente originarie dell’America centrale e meridionale, talune anche dell’Asia e dell’Australia.

Si presentano generalmente come arbusti rampicanti che ramificano facilmente e a crescita piuttosto rapida, sempreverdi se coltivate in climi tendenzialmente caldi, come le zone mediterranee. Solo poche specie, come la Passiflora Caerulea, si possono fare crescere con successo nelle regioni settentrionali purché si abbia l’accortezza di proteggerle nei periodi invernali più freddi, tenendo conto che difficilmente sopravvivono per periodi prolungati al di sotto dei 5 gradi e già sotto i 10 gradi non si trovano in una situazione ideale. Per il resto la coltivazione è abbastanza facile, sia in vaso che in piena terra. Sia all’esterno che all’interno le passiflore devono essere posizionate in zone soleggiate o comunque luminose, verso sud se possibile, e le innaffiature devono essere regolari e tali da mantenere il terreno sufficientemente umido senza ristagni d’acqua.

Data la crescita piuttosto rapida e in diverse direzioni è spesso necessaria la potatura a inizio primavera per mantenere l’aspetto desiderato della pianta o della siepe; in quanto rampicanti occorre anche predisporre opportuni sostegni sia che si coltivino in terra che in vaso. La fioritura è prevalentemente estiva e i colori dei fiori variano secondo la specie; quelli della Passiflora Caerulea, probabilmente la più diffusa in Italia, sono solitamente bicolori bianchi e blu o violacei. I frutti commestibili, le maracuja, sono prodotti da diverse specie di passiflora tra cui, in particolare, la Passiflora Edulis.

Una certa curiosità può suscitare il nome “passiflora”, derivato appunto da “fiore della passione” che, a differenza da quanto talvolta erroneamente interpretato, non ha nulla a che vedere con proprietà afrodisiache, essendo addirittura di origine religiosa. La storia racconta, infatti, che questo fiore fu scoperto nel diciassettesimo secolo da un frate il quale ravvisò nella sua particolarità diversi riferimenti alla passione di Cristo, come per esempio la corona di spine nella corolla di filamenti all’interno dei petali, le cinque ferite nei cinque stami e altri riferimenti. Il nome che, per questo motivo, fu dato dal religioso fu poi adottato dai botanici che lo classificarono nei tempi successivi.

Silvio della Casa

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