Le felci spontanee o coltivate

Con il nome generico di felci si indica un gruppo molto ampio di piante, costituito da diverse migliaia di specie, che presentano un certo numero di caratteristiche comuni, prima fra tutte quella di non produrre alcun tipo di fiore e, quindi, di non riprodursi per seme. Infatti, pur presentando la tipica struttura composta da radici, fusto, foglie, la loro riproduzione avviene come per i funghi, i muschi e i licheni attraverso la diffusione di spore che sono contenute in piccole cavità protettive (sporangi) che si notano sulla pagina inferiore delle foglie lungo le venature.

Le felci sono tra le piante più antiche la cui origine si ritiene risalga all’era Paleozoica, tra i trecento e i quattrocento milioni di anni fa, e attualmente sono praticamente diffuse in tutto il mondo pur nelle diverse specie tipiche dell’uno o dell’altro habitat. Alle nostre latitudini sono presenti sia le specie spontanee che si trovano facilmente nei luoghi umidi e ombreggiati, come per esempio i boschi di pianura e collinari, sia le specie di origine tropicale che si coltivano all’interno per scopi ornamentali. Le prime sono piante rustiche che con un po’ di cura possono essere coltivate anche nei giardini, mentre le seconde possono sopravvivere solo in luoghi protetti come appartamenti, serre o verande, non potendo resistere a temperature al di sotto dei 12-15 gradi.

Tutte le specie però, anche le più resistenti, richiedono alcune condizioni che sono indispensabili perché possano crescere bene. Anzitutto occorre mantenere il giusto livello di umidità, sia del terreno che dell’aria; occorre quindi innaffiarle non appena il terreno risulti piuttosto asciutto, ma senza lasciare ristagni d’acqua, neppure nei sottovasi. Per mantenere intorno alla pianta un microclima sufficientemente umido occorre intervenire nebulizzando le foglie con acqua nei periodi più caldi e negli ambienti in cui l’aria tende a essere secca, per esempio quando sono in funzione gli impianti di riscaldamento. È anche importante la giusta collocazione delle felci sia in giardino che all’interno. In entrambi i casi non devono essere esposte ai raggi solari diretti ed è necessario che rimangano lontane dalle fonti di calore come termosifoni, camini e simili. Anche all’aperto le posizioni migliori sono quelle ombreggiate, meglio ancora se accanto a qualche specchio d’acqua. Le innaffiature sono più adatte alle esigenze della pianta se fatte con acqua leggermente acida o almeno poco calcarea.

Come curiosità può essere interessante ricordare che tra le numerose specie di felci ve ne sono alcune dall’aspetto arboreo alte anche qualche decina di metri e, inoltre, che sono considerate tra le migliori piante purificatrici contro l’inquinamento negli ambienti interni. Nella simbologia vegetale alle felci viene attribuito il significato di sincerità.

Silvio della Casa

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