Quando nel primissimo dopoguerra le mimose divennero, per iniziativa di alcune parlamentari italiane, il simbolo della Giornata della Donna, sicuramente in questa scelta ebbero un ruolo importante l’ampia diffusione di tale pianta sul nostro territorio e la rigogliosa fioritura propria di questo periodo, con il colore e il profumo che la contraddistinguono. Certo che leggendo nella letteratura specializzata i diversi significati associati alla mimosa nelle varie culture non si può non constatare quanto tale accostamento sia appropriato. Ad esempio per i Nativi Americani la mimosa sembra designasse forza e vitalità unite alla femminilità e per questo i giovani ne donavano un rametto alle ragazze di cui si innamoravano.
Quella dell’otto marzo è in realtà una delle specie appartenenti alla famiglia delle Mimosaceae, precisamente è la Acacia dealbata originaria dell’Australia e poi ampiamente diffusasi anche in maniera spontanea in Europa, soprattutto nelle regioni mediterranee e, nel nord Italia, specialmente nelle zone costiere attorno ai laghi, dove il clima è di solito più mite.
Il portamento delle mimose, ad albero o a cespuglio, può raggiungere diversi metri di altezza e perciò sono considerate generalmente piante da giardino, anche se non se ne esclude la coltivazione in vasi e fioriere. In questo caso sono necessarie appropriate potature dopo la fioritura per evitare uno sviluppo eccessivo e mantenere una buona estetica della pianta.
Il clima temperato è quello ideale per la mimosa; essendo piuttosto delicata non sopporta, infatti, il freddo: temperature sotto zero per periodo prolungati ne comportano inevitabilmente il danneggiamento fino alla possibile morte della pianta. In queste zone è dunque preferibile la coltivazione in vaso che consente di mettere al riparo le piante durante l’inverno. È richiesta una buona esposizione al sole evitando però zone troppo ventose oppure installando adeguati ripari. Anche se la mimosa possiede una certa resistenza alla siccità è bene non lasciare seccare eccessivamente il terreno, soprattutto se la coltivazione è in vaso. Le innaffiature devono essere ben distribuite in modo da tenere la terra sempre leggermente umida ma senza ristagni d’acqua. Il miglior terreno per le mimose deve essere leggermente acido.
Silvio della Casa



