Rassegna stampa

Ok Salute e Benessere – 23 giugno

Mani fredde e dita viola? Ecco quando insospettirsi

In occasione della Giornata mondiale della Sclerosi Sistemica, che si celebra il 29 giugno, cerchiamo di far luce su uno dei primi sintomi della patologia

 Redazione OK-Salute 23 Giugno 2021

A chi non è capitato di avere, specialmente nella stagione più rigida, le mani fredde con le dita prima bianche poi viola e poco sensibili? Niente di allarmante: questa sintomatologia è il risultato di una risposta eccessiva dell’organismo agli stimoli ambientali, proprio come le basse temperature. Quando però questi episodi coinvolgono simmetricamente le dita di entrambe le mani e si verificano anche quando c’è un clima più mite, allora bisogna insospettirsi e rivolgersi al proprio medico. Potrebbe trattarsi, infatti, del fenomeno di Raynaud, una manifestazione abbastanza comune tra la popolazione e visibile già a un rapido sguardo: le dita delle mani e dei piedi diventano prima pallide e poi viola, provocando formicolio intenso e dolore. Questo cambiamento di colore è causato da una riduzione del flusso di sangue alle estremità del corpo, può durare da qualche secondo a qualche minuto e si può ripetere più volte di seguito.

Il fenomeno di Raynaud primario e secondario

Nella maggior parte dei casi il fenomeno di Raynaud è primario, ovvero non associato a nessun’altra patologia. Si stima che circa il 5-10% della popolazione soffra di questa forma, in genere poco grave, spesso si riscontra in giovani ragazze e compare intorno ai 14-20 anni. In questo caso il disturbo non si configura come il preludio di altre malattie, tant’è che può anche regredire senza nessuna cura.

Esistono però dei casi in cui il fenomeno di Raynaud si presenta come campanello d’allarme di un’altra patologia del tessuto connettivo, spesso accompagnato anche da altri sintomi. Tra questi ci sono le “dita a salsicciotto”, cioè il gonfiore delle dita di mani e piedi che fanno assumere alla pelle l’effetto lucido; le estremità che hanno spesso la tendenza ad ulcerarsi vicino all’unghia o sul polpastrello; l’infiammazione delle articolazioni che possono apparire tumefatte, calde e provocare dolore; la consistenza della cute che diventa rigida e spessa. Parliamo in questo caso di fenomeno di Raynaud secondario che nel 90% dei casi diagnosticati è correlato alle cosiddette connettiviti tra cui la sclerosi sistemica (o sclerodermia), il lupus eritematoso sistemico, l’artrite reumatoide, la sindrome di Sjogren, la dermatomiosite e la polimiosite.

Mani fredde e dita viola? Potrebbero essere i primi sintomi di sclerosi sistemica

Ad esempio, nel caso della sclerosi sistemica, la cui Giornata mondiale si celebra il 29 giugno, il fenomeno di Raynaud può precedere di circa 10 anni oltre il conclamarsi della patologia, che è tra le più complesse del tessuto connettivo e ancora molto sottodiagnosticata. È dunque importante imparare a riconoscere i primi sintomi e a monitorarli per intervenire tempestivamente con una terapia mirata. L’esperienza della Lega Italiana Sclerosi Sistemica, che dal 2010 lavora al fianco delle persone con questa malattia mettendo a disposizione competenze ed esperienze, conferma che un approccio diagnostico-terapeutico immediato migliora la qualità della vita delle persone affette e porta al raggiungimento di una maggiore consapevolezza rispetto alle terapie.

Gli esami per la diagnosi precoce

Per definire la natura del fenomeno di Raynaud è necessario effettuare alcuni esami, quali ad esempio la videocapillaroscopia periungueale, un esame non invasivo che permette di identificare eventuali deformità o ingrossamenti dei capillari, il test degli anticorpi antinucleo, per verificare la presenza di un’alterazione del sistema immunitario, comune nelle malattie del tessuto connettivo o altri disturbi autoimmuni, e la velocità di sedimentazione eritrocitaria, esame che determina la velocità con cui i globuli rossi si depositano sul fondo di una provetta e che potrebbe rivelare una malattia infiammatoria o autoimmune sottostante. In tal modo, facendo già una distinzione tra il fenomeno di Raynaud primitivo o secondario, si potrà procedere ad un percorso diagnostico specifico.

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