Semplicità e bellezza: la cineraria

Tra le varie piante che, con poche cure, offrono risultati soddisfacenti senza richiedere particolari competenze di giardinaggio c’è anche la cineraria, simbolo della calma nei significati che vengono attribuiti ai fiori. Proveniente dalle isole Canarie è diffusa nei giardini soprattutto in due specie: la Cineraria Cruenta e la Cineraria Marittima. Quest’ultima cresce anche spontaneamente sulle coste tirreniche ed è riconoscibile dai fiori gialli e dal caratteristico fogliame argenteo che dà un particolare valore decorativo alle aiuole dove spicca tra le diverse tonalità verdi delle altre piante. La Cineraria Cruenta presenta diverse varietà di fioriture dai colori blu, rosa, azzurro, viola, porpora e anche bicolori e sono più o meno simili, secondo i casi, alla forma delle margherite.

La cineraria può essere coltivata come perenne o annuale; in quest’ultimo caso soprattutto nelle zone più a nord perché si tratta di una pianta che fatica a resistere quando le temperature si mantengono inferiori ai 7-8 gradi se non è adeguatamente protetta.

La migliore collocazione delle cinerarie è in una ben equilibrata esposizione a mezz’ombra perché, se da una parte necessitano di un buon livello di luminosità, d’altra parte mal sopportano l’insolazione troppo calda dell’estate. Anche se tenute in casa è bene allontanarle dalle fonti di calore ed evitare di esporle a repentine escursioni termiche. Per il resto l’unica cura necessaria è un adeguato innaffiamento che, come per la maggior parte delle piante, deve garantire un terreno sempre leggermente umido senza eccessi di ristagni. La progressiva eliminazione dei fiori appassiti facilita l’abbondante fioritura che si manifesta prevalentemente tra aprile e maggio.

La cineraria, e in particolare la Cineraria Marittima, è considerata dalla medicina tradizionale una pianta dalle proprietà salutistiche che viene applicata per usi esterni in diversi contesti tra cui l’antinfiammatorio, il lenitivo e, in modo specifico, nell’oftalmologia dove i suoi principi attivi sono utilizzati per la preparazione di colliri curativi.

Silvio della Casa

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