Affrontare l’infertilità in Sclerosi Sistemica

La Sclerosi Sistemica colpisce prevalentemente il sesso femminile in un’età che classicamente si colloca quasi alla fine del periodo riproduttivo o successivamente a esso. Verrebbe quindi da pensare che ben pochi possano essere i problemi di fertilità per la donna affetta da questa malattia. Al contrario esistono alcune evidenze che mostrano talora la precoce comparsa di difficoltà riproduttive, come aborto spontaneo e infertilità, in pazienti affette dalla patologia nel pieno della vita fertile. Anzi, è stata anche osservata una possibile correlazione tra queste patologie riproduttive e l’insorgenza della Sclerosi Sistemica che verrebbe a manifestarsi subito dopo.

L’infertilità, intesa come incapacità a ottenere la gravidanza dopo un anno di tentativi, rappresenta oggi una delle più frequenti cause di consulenza ginecologica per le coppie in età riproduttiva. Se solo si pensa che la difficoltà può interessare più di 1 coppia su 10 e, considerando donne di età superiore ai 35 anni, anche 2 o 3 coppie su 10, ben si comprende l’entità del problema cui si deve far fronte.

Come si può ben immaginare, si tratta di una patologia che riveste un’importanza non solo medica ma anche sociale, per il valore che da sempre la nascita di un figlio riveste. La diversa prevalenza della problematica in relazione all’età fa comprendere l’importanza di questa come fattore determinante, capace di condizionare i suggerimenti diagnostici e terapeutici. È ben noto che con il progredire dell’età risulta assai più difficile il raggiungimento della gravidanza.  Oltre i 37 anni, si verifica un calo fisiologico riproduttivo dipendente principalmente dalla ridotta fecondabilità degli ovociti.

Come affrontare l’infertilità in Sclerosi Sistemica?

Esistono naturalmente diverse metodiche che, con invasività e risultati differenti, vengono oggi utilizzate per favorire la gravidanza. Ognuna di queste tecniche presenta indicazioni specifiche in relazione alla diagnosi di infertilità. Occorre tenere presente che, qualunque sia la metodica, esiste una percentuale di successo che, se pur apparentemente bassa, è comunque vicina alla probabilità di gravidanza per ciclo che si riferisce a quella di una coppia giovane e priva di patologia riproduttiva.

È bene sottolineare che occorre eseguire senza indugio, non appena sia riscontrata l’infertilità, gli esami che vengono oggi riconosciuti come indispensabili per una corretta diagnosi. L’esclusione o, ancora peggio, la non perfetta esecuzione di uno o di alcuni di essi non farebbe altro che ritardare la diagnosi di infertilità, contribuendo a innalzare ancora di più l’età della paziente e peggiorando quindi un fattore prognostico di fondamentale importanza per il buon esito del trattamento.

Si verificherà quindi

  • la regolare attività ovarica ovulatoria,
  • la pervietà di entrambe le tube,
  • l’assenza di patologie uterine,
  • le normali caratteristiche del liquido seminale.

Le tecniche per affrontare l’infertilità in Sclerosi Sistemica

Tutte quelle tecniche medico-biologiche che, senza atto sessuale, consentono di ottenere una gravidanza pur in presenza di una patologia che interessi l’apparato riproduttivo maschile e/o femminile vengono generalmente indicate con il termine di fecondazione assistita. Per affrontare l’infertilità in Sclerosi Sistemica quelle maggiormente utilizzate possono essere suddivise in:

  • tecniche in vivo (I° livello), come l’inseminazione intrauterina (IUI), nella quale il posizionamento del seme maschile nella cavità uterina porta ad una fecondazione che avviene fisiologicamente nell’apparato genitale femminile;
  • tecniche in vitro (II° livello), come la fecondazione in vitro con “tranfer” embrionale (FIVET), con cui un ovocita viene messo a contatto con migliaia di spermatozoi, o l’inseminazione intra-citoplasmatica dello spermatozoo (ICSI), che a differenza della FIVET, prevede la selezione di un solo spermatozoo da iniettare nell’ovocita.

Con queste due tecniche la fecondazione dell’ovocita avviene in laboratorio al di fuori dell’organismo materno e l’embrione così formato viene trasferito nell’utero. Queste metodiche sono, in un certo qual modo, sempre programmate; pratica che ben si adatta alla necessità, per le donne affette da Sclerosi Sistemica, di pianificare i progetti riproduttivi in una fase di quiescenza della malattia, sia per far sì che non si realizzi un peggioramento della patologia sistemica, sia per il buon esito del trattamento e per la conduzione di una gravidanza a più basso 3 rischio materno-neonatale.

Le tecniche in vivo

Le tecniche in vivo presuppongono quantomeno la pervietà di una tuba e la presenza di un numero sufficiente di spermatozoi che permetta la fecondazione all’interno della tuba, oltre naturalmente a una regolarità della morfologia uterina e della funzionalità ovarica (Fig. 1).
Appare ovvio che, laddove non esistano tali presupposti di normale anatomia e fisiologia, la coppia debba sempre far ricorso alla fecondazione in vitro con “tranfer” embrionale (FIVET) o l’inseminazione intra-citoplasmatica dello spermatozoo (ICSI) per avere, indipendentemente dall’età o da altri fattori prognostici, una buona possibilità di gravidanza. In particolare, un percorso per la FIVET deve essere sempre intrapreso in presenza di un’ostruzione tubarica di entrambe le tube o quando il liquido seminale risulti fortemente patologico.

Problema rilevante è poi quello dell’endometriosi, una patologia che nella popolazione di donne infertili raggiunge la prevalenza del 35%, fortemente associata a dolori pelvici e difficoltà riproduttiva. La presenza di endometriosi, ovvero la presenza di tessuto endometriale in sede anomala accertata con la laparoscopia, deve sempre essere considerata come un rischio di minore fertilità e rappresenta una delle principali indicazioni alla fecondazione assistita (Fig. 2).

Fig. 1: Indicazioni all’inseminazione intrauterina

Fig. 2: Indicazioni alla fecondazione in vitro

È evidente altresì che, anche in assenza di patologie genitali femminili o maschili, l’infertilità possa rappresentare un’indicazione alla IUI dapprima, o alla FIVET successivamente, se i tentativi restano infruttuosi con il trascorrere del tempo. Non esistono comunque motivi specifici, connessi con la Sclerosi Sistemica, che siano di per sé causa di infertilità.

Le tecniche in vitro

Le tecniche di II° livello, certamente più tecnologiche e invasive, garantiscono una percentuale di successo mediamente molto più elevata rispetto alla IUI (30% contro 10% per tentativo). Come già detto ciò che più conta nella variabilità del risultato della FIVET è l’età della donna, arrivando anche a un 50% di successo in donne con età inferiore a 30 anni. Se l’esito del trattamento è condizionato dall’età della paziente, viene da chiedersi quale sia il momento giusto per sottoporsi alla riproduzione assistita in caso di Sclerosi Sistemica. Non si può stabilire con esattezza un limite temporale oltre il quale, perdurando l’infertilità, debba essere proposta la fecondazione assistita. I principali parametri che comunque devono essere considerati sono:

  • l’età avanzata della donna (oltre i 35 anni)
  • la durata dell’infertilità (superiore ai 3 anni)
  • la presenza di alterazioni patologiche del liquido seminale

Nessuna controindicazione per le pazienti in Sclerosi Sistemica

L’unico aspetto che differenzia l’inizio di una gravidanza spontanea rispetto a una indotta da riproduzione assistita è il diverso assetto ormonale conseguente al trattamento di stimolazione ovarica utilizzato per l’ottenimento di uno sviluppo follicolare multiplo. Ciò non costituisce peraltro un ostacolo alla procedura per le pazienti con Sclerosi Sistemica. Queste ultime potranno sottoporsi a tale trattamento seguendo le consuete indicazioni per tentare di ottenere una gravidanza. Resta sottinteso comunque che tali procedure in una paziente con Sclerosi Sistemica dovranno essere sempre attentamente analizzate insieme al reumatologo e al ginecologo tenendo in considerazione grado di attività e diffusione della malattia sclerodermica.

Contattateci per maggiori informazioni o per parlare con la nostra associazione.

tratto da “Il Quaderno Rosa della Sclerosi Sistemica” edito da Lega Italiana Sclerosi Sistemica

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