Sclerosi Sistemica e Covid-19

Uno stSclerosi Sistemica e covid-19udio della World Scleroderma Foundation pubblicato il 29 aprile e di seguito scaricabile, parla di consigli preliminari per i pazienti affetti da sclerosi sistemica e del loro trattamento qualora entrassero in contatto con il virus.
Di seguito riporteremo, a titolo meramente divulgativo, alcune indicazioni tratte dall’articolo in oggetto e alcune risposte alle domande più comuni su questo argomento che ci daranno senz’altro un quadro più chiaro dei risvolti del nuovo virus, per il quale come sappiamo, gli studi sono appena cominciati.

I sintomi della malattia Covid-19

I sintomi più frequenti della malattia COVID-19  sono febbre (98%),  tosse (76%),stanchezza e dolori muscolari (44%). Inoltre nelle unità di terapia intensiva sono stati riportati anche i sintomi relativi a diarrea, perdita di gusto e olfatto e danno cardiaco acuto(12.5%), dispnea cioè fiato corto (55%) e la linfopenia o linfocitopenia ovvero la diminuzione del numero dei linfociti nel sangue (63%).

Sappiamo che all’origine della Sclerosi Sistemica il danno endoteliale causa l’indebolimento vascolare che favorisce i vari livelli di infiammazione e fibrosi nei polmoni, cuore e altri organi. Il polmone è spesso coinvolto e sviluppa un’ ipertensione polmonare che, per certi aspetti, è simile alla polmonite indotta da Covid-19. Similari sono stati anche i trattamenti adottati nel combattere il virus rispetto alle terapie adottate per ipertensione polmonare in corso di sclerosi sistemica, nello specifico Rituximab, Tocilizumab, Idrossi clorochina.

I pazienti affetti da sclerosi sistemica hanno un maggior rischio di contrarre l’infezione?

Nei pazienti affetti da Sclerosi Sistemica trattati con immunosoppressori o con Ipertensione Polmonare severa ci può essere un rischio maggiore per il decorso di malattia  ed una maggiore incidenza di mortalità in presenza della Sindrome Respiratoria Severa Acuta (SARS-Cov-2)  causata dall’ infezione del virus. Molto dipende dal grado di ipertensione polmonare pregressa e dalla funzionalità polmonare. Per prevenire l’infezione si raccomanda di seguire le raccomandazioni circa l’utilizzo di mascherine, il distanziamento sociale, l’igiene delle mani.

I pazienti affetti da Sclerosi Sistemica devono interrompere le terapie immunosoppressive?

Sempre nella valutazione rischio-beneficio crediamo che i pazienti debbano proseguire le terapie immunosoppressive per evitare riacutizzazioni. L’eventuale sospensione del farmaco deve essere concordata con il proprio medico e va valutata caso per caso. Se si sviluppano i sintomi o se c’è qualcun altro in famiglia che sviluppa la COVID-19, allora la terapia immunosoppressiva deve essere sospesa.

Quali sono le comorbidità che aumentano le possibilità di una prognosi severa se infettati?

Intendiamo con comorbidità la coesistenza di due o più malattie fisiche in uno stesso individuo. Diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari e altre malattie polmonari croniche sono associate a prognosi severa. Per cui i pazienti portatori di queste patologie devono essere seguiti subito nelle prime fasi della malattia (prima che la polmonite si sviluppi).

Tutti i pazienti affetti da sclerosi sistemica devono fare il tampone per verificare la presenza di Covid-19?

Attualmente non ci sono indicazioni ad effettuare tamponi a tutti coloro che sono affetti da sclerosi sistemica. Se i pazienti sono tra la popolazione ad alto rischio devono seguire le linee guida di comportamento nazionali e richiedere un parere medico per effettuare i test.

Cosa fare quando un paziente affetto da sclerosi sistemica presenta tosse e febbre?

Se si ravvisano i sintomi dell’infezione SARS-Cov-2 come malessere, mal di testa, diarrea, tosse o dispnea (fiato corto) é necessario eseguire un test (nasale e faringeo). In attesa dei risultati è necessario rispettare la quarantena al proprio domicilio ed avvisare le persone con le quali si sono avuti contatti. È necessario mantenere i contatti con il centro medico di riferimento affinché si possano seguire gli sviluppi.

In caso di positività al SARS-COV-2 va sospeso il trattamento immunosoppressivo?

Nella quotidianità gli scenari sono eterogenei vanno da pazienti positivi asintomatici a pazienti con malattia severa. Sebbene non ci siano prove sufficienti per fornire consigli precisi, è necessario prendere in considerazione il rischio di aggravamento di sclerosi sistemica e ipertensione polmonare rispetto ad un potenziale rischio più elevato di evoluzione della malattia COVID. Sono necessari ulteriori studi per monitorare l’effetto della terapia immunosoppressiva in caso di malattia severa da COVID 19

In caso di positività al SARS-COV-2 va sospesa la terapia vascolare/ vasoattiva?

Non ci sono indicazioni per il cambio di terapia per la compromissione vascolare e renale, in particolare sono consigliati  gli ARB o ACE inibitori. Nella sclerosi sistemica deve essere fatta una valutazione caso per caso osservando il rialzo di temperatura (37.5°)

I pazienti affetti da sclerosi sistemica possono beneficiare di terapie preventive per Covid-19?

Non ci sono studi che comprovino l’uso per profilassi della clorochina o di altre terapia in pazienti affetti da sclerosi sistemica. E’ indispensabile seguire le misure di sicurezza come indossare mascherine, lavarsi accuratamente le mani, attenersi al distanziamento sociale. Importante è l’igiene in caso di tosse.

I pazienti con sclerosi sistemica in assenza di sintomi correlati a Covid 19 devono evitare di recarsi in ospedale?

In linea generale i pazienti dovrebbero limitare gli ingressi agli ospedali. Gli accessi vanno comunque concordati individualmente. E’ fortemente consigliato, se disponibile, l’attivazione del servizio in telemedicina.

In caso di positività al SARS-COV-2 quali farmaci sono suggeriti?

Terapia antivirale o Tocilizumab con una polmonite bilaterale severa ma bisogna escludere un’infezione micotica o batterica prima dell’utilizzo.
Antimalarici
Trial clinici sconsigliano l’uso di cortisteroidi per la polmonite virale e devono essere utilizzati con molta prudenza in pazienti affetti da sclerosi sistemica in quanto potrebbero aumentare il rischio di crisi renale sclerodermica.
Infine per i pazienti ospedalizzati si consiglia terapia preventiva con anticoagulanti.

Le conclusioni dello studio sulla relazione tra Sclerosi Sistemica e Covid-19

I pazienti affetti da sclerosi sistemica sono una grande sfida per il medico che si adopera per ottenere un’efficace strategia protettiva o, se infettati, per ottimizzare un trattamento in tempo reale come suggerito dalle linea guida continuamente in aggiornamento.
Fonte:  Matucci-Cerinic M, et al. Ann Rheum Dis 2020;0:1–3. doi:10.1136/annrheumdis-2020-217407

 

Ufficio Stampa Lega Italiana Sclerosi Sistemica – ufficiostampa@sclerosistemica.info

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