Conosciamo la medicina di genere?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce Medicina di Genere lo studio dell’influenza delle differenze biologiche, indicate col termine sesso, e socio-culturali e economiche, definite come genere sulla frequenza, i disturbi e la gravità delle malattie che colpiscono uomini e donne e, in generale, sullo stato di salute e di malattia di ogni persona.

La medicina di genere tiene anche conto degli effetti sulla salute degli stili di vita (fumo, alcol, alimentazione, attività fisica, peso corporeo, contesto socio-culturale e ambientale) poiché anche questi fattori hanno un forte impatto sullo sviluppo e l’evoluzione delle malattie.

È importante chiarire che la medicina di genere non riguarda solo la salute delle donne, né è limitata alle malattie che colpiscono gli organi della riproduzione, ma si interessa delle malattie che possono colpire entrambi i sessi. Non è una nuova area della medicina, ma rappresenta un nuovo livello di analisi da inserire in tutte le aree della medicina già esistenti. La conoscenza delle differenze, infatti, è fondamentale per una corretta prevenzione, un migliore accertamento (diagnosi) della malattia e per l’identificazione della terapia più appropriata per ciascuno.

Sebbene differenze tra maschi e femmine siano presenti già in età pediatrica quando gli ormoni ancora non svolgono le loro funzioni, un ruolo importante nel determinare le differenze di genere viene svolto dagli ormoni sessuali, principalmente estrogeni e progesterone nella donna e androgeni nell’uomo. Questi ormoni, oltre a controllare lo sviluppo delle caratteristiche secondarie femminili e maschili, svolgono numerose altre importanti funzioni, inclusi importanti effetti sulle risposte del sistema immunitario, in generale più efficaci nella donna.

L’AIDM, ASSOCIAZIONE ITALIANA DONNE MEDICO è una società scientifica nata nel 1921 con lo scopo, tra gli altri, di promuovere la parità di genere nei percorsi di cura,  un approccio interdisciplinare tra le diverse aree mediche che tenga conto anche delle differenze derivanti dal genere, per garantire l’appropriatezza della ricerca, della prevenzione, della diagnosi e della cura.

Il Congresso Nazionale AIDM del centenario della costituzione, svoltosi a Roma dal 3 al 5 dicembre ha  affrontato il tema delle differenze di genere nelle fragilità di salute.

In questa occasione il Capo dello Stato ha voluto destinare la medaglia, che riconosce ufficialmente lo straordinario percorso che l’associazione ha svolto in cento anni di attività, quale suo premio di rappresentanza al Congresso del Centenario AIDM.

A coronamento della meritoria centenaria attività, il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso  un francobollo della serie tematica “il senso civico” dedicato all’Associazione Italiana Donne Medico. Il francobollo rappresenta una bella opportunità per rendere duratura la memoria del cammino compiuto finora dall’AIDM, un testimone da consegnare alle generazioni future perché raggiungano altri traguardi.

Come è regolamentata la Medicina di Genere?

Nel 2009 l’OMS ha istituito un Dipartimento attento alle disparità di genere e, successivamente, ha stabilito il genere come tema imprescindibile della programmazione sanitaria 2014-2019. Contemporaneamente anche in Europa diversi organismi hanno contribuito ad affermare come il genere sia una fondamentale variabile di salute e malattia, in particolare attraverso il programma Europa 2020 volto al raggiungimento di un’uguaglianza di genere. Nel 2014 la Legge americana ha stabilito l’importanza di garantire una rappresentanza bilanciata tra uomini e donne nelle sperimentazioni cliniche di farmaci e prodotti medicali.

Negli stessi anni in Italia si è cominciato a porre l’attenzione sulla medicina di genere per l’interessamento dei Ministeri delle Pari opportunità e della Salute con il contributo dell’AIFA, dell’AGENAS e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Nel 2011 l’Istituto Superiore di Sanità ha costituito un gruppo di lavoro all’interno del Dipartimento del Farmaco e successivamente, nel 2017, ha istituito il “Centro nazionale di riferimento per la medicina di genere”, primo in Europa in questo ambito. In Italia è stata inoltre costituita una rete di attiva collaborazione per il sostegno della Medicina di Genere che comprende, oltre all’ISS, il Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere e il Gruppo Italiano su Salute e Genere  (GISeG), alcune Università, numerose Federazioni mediche, Società e Associazioni scientifiche, nonché alcune Regioni che hanno inserito il concetto di genere nei Piani Socio Sanitari Regionali.

All’inizio del 2018 l’approvazione della Legge n. 3, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 15 febbraio 2018, ha inserito definitivamente il concetto di genere nel Servizio Sanitario Nazionale, con l’articolo 1 “Normativa in materia di sperimentazione clinica” e l’articolo 3 “Applicazione e diffusione della medicina di genere”.

Per ottenere i risultati migliori nel campo della salute è importante rivalutare molti aspetti della medicina tenendo conto anche del sesso, maschile o femminile, accanto ai parametri considerati di solito (età, etnia, livello culturale, confessione religiosa, orientamento sessuale, condizioni sociali ed economiche). Solo in questo modo sarà possibile individuare la cura realmente più adatta a ciascun individuo garantendo una reale equità nella possibilità di curarsi per tutti i cittadini.

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