Decreto Tariffe; chiediamo l’approvazione urgente per rendere finalmente esigibili i LEA

“Non siamo più disposti ad attendere. Ora che la pandemia allenta la sua morsa, dobbiamo con urgenza passare ad un “piano di emergenza” per la sanità ordinaria cominciando col rendere disponibili i Livelli essenziali di assistenza approvati fin dal 2017, ma bloccati da allora per alcuni passaggi preliminari. Primo fra tutti l’approvazione del Decreto Tariffe, arrivato sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni e fermo lì già da qualche settimana. Lasciarlo fermo vuol dire assumersi una responsabilità politica e morale enorme, poiché significa disconoscere l’insegnamento della pandemia sulla centralità del Servizio sanitario nazionale e continuare a tenere “sospesa” la sanità pubblica finora focalizzata sulla lotta al Covid”, dichiara Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva nel Comunicato Stampa del 8 febbraio 2022                                                                                                                                          

Da anni i cittadini italiani, le persone malate, i malati rari aspettano l’aggiornamento dei LEA, aspettano di ottenere cioè quelle prestazioni riconosciute essenziali per garantire la salute stessa degli individui e la salute collettiva. Già nel 2017 i nuovi Livelli essenziali di assistenza sono stati definiti; nel frattempo, grazie ai progressi continui della scienza, altri ne sono stati individuati, e si potrebbero aggiungere, a beneficio di tanti cittadini malati ma anche a vantaggio della prevenzione e della promozione della salute di ogni cittadino. E dunque, ora che il Decreto Tariffe è arrivato all’intesa presso la Conferenza Stato-Regioni, ci aspettiamo che tutto si definisca al più presto: sbloccandolo, infatti, entreranno in vigore anche il Nomenclatore della specialistica ambulatoriale e quello dell’assistenza protesica.

“La definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza rappresenta al momento la modalità più stringente per ridurre le disuguaglianze fra i vari territori – conclude Mandorino – poiché essi fissano i livelli di salute che tutte le Regioni devono assicurare e monitorarne l’applicazione costituisce per i cittadini una possibilità concreta per valutare l’esigibilità dei propri diritti”.

“Quale Associazione Nazionale aderente al CnAMC (Coordinamento nazionale Associazioni malati cronici e rari), non possiamo che evidenziare l’urgenza dell’approvazione del “Decreto tariffe” che definisce sul  territorio nazionale uniformità di costi per prestazioni specialistiche” afferma Manuela Aloise Presidente della Lega Italiana Sclerosi Sistemica.

Questo atto dovuto garantirebbe la presa in carico assistenziale e diagnostica attraverso il SSN nelle varie regioni, abolendo così la necessità per il paziente di ricorrere alle visite e diagnostica in intra-moenia, la mobilità passiva, disincentivando “i viaggi della speranza” da una regione all’altra,  e assicurando a parità di costo le stesse cure in ogni regione” continua Aloise.

“Infatti dal 2017 anche i pazienti affetti da Sclerosi Sistemica Progressiva, patologia pesantemente sottostimata nella valutazione delle complicanze e complessità multidisciplinare, aspettano una svolta che garantisca l’applicazione sui territori di quanto licenziato con DPCM 12 gennaio 2017. Insieme a Cittadinanzattiva e con tutte le associazioni dei malati cronici e rari che aderiscono al CnAMC siamo disponibili, fin da subito, a un confronto di merito con la Conferenza Stato-Regioni, purché si arrivi ad una conclusione certa e rapida” conclude la Presidente Aloise.

Ufficio Stampa Lega Italiana Sclerosi Sistemica  ufficiostampa@sclerosistemica.info

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