Mani fredde e dita viola, quando la sindrome di Raynaud è spia di qualcos’altro

di ALICE POLITI

Sebbene sia ritenuta una patologia rara, la sclerosi sistemica esordisce con la sindrome di Raynaud e colpisce in Italia circa 25 mila persone, in prevalenza donne. Ecco come si diagnostica e cosa c’è da sapere

Mani fredde che diventano bianche a causa di una mancata circolazione del sangue, anche al punto da perdere la sensibilità delle dita. È un fenomeno che può capitare a tutti durante la stagione invernale, spesso come risultato di una risposta eccessiva dell’organismo a stimoli ambientali quali basse temperature e stress.

Quando però questi episodi di mani fredde e dita prima bianche e poi viola coinvolgono simmetricamente le dita di entrambe le mani e si verificano anche in periodi in cui le temperature sono più miti, può essere il caso di indagare in maniera più approfondita con il proprio medico.

CHE COSA È LA SINDROME DI RAYNAUD

La cosiddetta sindrome di Raynaud è un fenomeno abbastanza comune e visibile ad un rapido sguardo: le dita delle mani e dei piedi diventano prima pallide e poi viola, provocando formicolio intenso e dolore. Questo cambiamento di colore è causato da una riduzione del flusso di sangue alle estremità del corpo, può durare da qualche secondo a qualche minuto e si può ripetere più volte di seguito.
Nella maggior parte dei casi, il fenomeno di Raynaud è primario, ovvero non associato a nessun’altra patologia. Si stima che circa il 5-10% della popolazione soffre di questa forma, in genere poco grave, e spesso si riscontra in giovani ragazze ed appare intorno ai 14-20 anni. In questo caso, il fenomeno di Raynaud rimarrà un disturbo limitato senza sfociare in nessun’altra patologia e addirittura potrà regredire senza nessuna cura.

QUANDO LA SINDROME È IL SINTOMO DI ALTRE PATOLOGIE

Esistono però casi in cui il fenomeno di Raynaud si presenta come campanello d’allarme per un’altra patologia del tessuto connettivo insieme ad altri sintomi come le “dita a salsicciotto”, le estremità che tendono ad ulcerarsi, l’infiammazione delle articolazioni, la cute che diventa rigida. Parliamo in questo caso di fenomeno di Raynaud secondario che nel 90 % dei casi diagnosticati è correlato alle cosiddette connettiviti tra cui la Sclerosi SistemicaLupus Eritematoso SistemicoArtrite ReumatoideSindrome di Sjogren, Dermatomiosite e Polimiosite. Si stima inoltre che in questo caso, il fenomeno di Raynaud può precedere di circa 10 anni il conclamarsi della patologia specifica della Sclerosi Sistemica che è tra le malattie del tessuto connettivo la più complessa. È dunque importante monitorare il manifestarsi di “mani fredde e dita viola” per intervenire tempestivamente e intraprendere una terapia mirata.«La sclerosi sistemica esordisce con il fenomeno di Raynaud, mani fredde e dita viola, e la diagnosi precoce di questa patologia è l’unica arma che abbiamo a disposizione per migliorare la qualità delle persone affette, spesso giovani donne», spiega Manuela Aloise, presidente della Lega Italiana Sclerosi Sistemica, (Tel. 02 97105984), associazione che dal 2010 si occupa di sensibilizzare l’opinione pubblica su una malattia complessa come la sclerosi sistemica che, «sebbene sia ritenuta una patologia rara, colpisce in Italia circa 25 mila persone, in prevalenza donne».

COME CAPIRE SE LA SINDROME DI RAYNAUD È SPIA DI UNA PATOLOGIA

Per definire la natura del fenomeno di Raynaud è necessario effettuare alcuni esami: la videocapillaroscopia periungueale, un esame non invasivo che permetterà di identificare eventuali deformità o ingrossamenti dei capillari (piccoli vasi sanguigni), il test degli anticorpi antinucleo, per verificare la presenza di un’alterazione del sistema immunitario, comune nelle malattie del tessuto connettivo o altri disturbi autoimmuni e la velocità di sedimentazione eritrocitaria, esame che determina la velocità con cui i globuli rossi si depositano sul fondo di una provetta e che potrebbe rivelare una malattia infiammatoria o autoimmune sottostante. «In tal modo, facendo già una distinzione tra il fenomeno di Raynaud primitivo o secondario, si potrà procedere ad un percorso diagnostico specifico», aggiunge Aloise.

SCLEROSI SISTEMICA, PREVENZIONE E CURA

«La diagnosi precoce del fenomeno di Raynaud secondario, sintomo di una malattia del tessuto connettivo e non riconducibile ad altre cause (fenomeni ormonali, da compressione, da malattie della coagulazione, ecc.) è fondamentale per una presa in carico terapeutica in tempi brevi per un maggior controllo della malattia ed una migliore qualità di vita della persona», spiega la presidente della Lega Italiana Sclerosi Sistemica.

In linea generale, «a livello farmacologico il fenomeno di Raynaud può trarre beneficio da regolare ricorso a prostanoidi per via endovenosa e da varie classi di vasodilatatori, oltre che da adeguati suggerimenti comportamentali; i sintomi gastroenterici (fra cui la disfagia) possono migliorare con i procinetici, gli antiacidi e gli inibitori di pompa protonica, oltre a buoni consigli dietetici», chiarisce Manuela Aloise. Tuttavia, «le manifestazione più severe di sclerosi sistemica che coinvolgono un interessamento viscerale richiedono un approccio di diverse branche mediche per la condivisione delle scelte per le terapie farmacologiche  a seconda degli organi interessati», precisa Manuela Aloise. «Anche la gestione delle ulcere digitali, dolorose oltre che prima causa di inabilità lavorativa, richiede una approccio integrato che vede il reumatologo collaborare con il chirurgico plastico e l’angiologo, da non trascurare la somministrazione della terapia del dolore».

Fonte:  Vanity Fair – 16 febbraio 2021

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