Quando il rientro a casa necessita la continuazione delle cure

Dopo  le dimissioni si torna a casa, inizia una nuova storia di cura. Con una buona comunicazione tra medici e famigliari la terapia domiciliare sarà più facile e sicura.

Il passaggio dalla cura ospedaliera a quella domiciliare non è sempre fluido e il famigliare che solitamente  assume la funzione di caregiver si trova impreparato, non sempre informato delle necessità assistenziali per il proprio caro e spesso ignaro dei servizi attivabili sul proprio territorio per il proseguimento della presa in carico del paziente e della stessa famiglia.

Non tutti sono a conoscenza della possibilità di attivare il servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) collocato nella reta dei servizi sociosanitari che garantisce prestazioni al domicilio finalizzate  alla cura e all’assistenza della persona di qualunque età, compromessa nell’autonomia, consentendole di continuare  a vivere nella propria abitazione.

L’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) è un servizio gratuito di aiuto rivolto a persone in situazioni di fragilità, senza limitazioni di età o di reddito. Il supporto consiste in un insieme di trattamenti medici, infermieristici e riabilitativi integrati con servizi socio-assistenziali (igiene personale, cura della persona, assistenza ai pasti).

ADI: cos’è e quali cure è possibile richiedere.  L’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) è un servizio gratuito attraverso il quale l’Asl eroga un insieme di interventi e servizi sanitari a domicilio, svolti da professionisti socio-sanitari: medici, fisioterapisti, psicologi, farmacisti, infermieri, operatori socio sanitari (OSS). L’ADI ha come obiettivo primario ridurre il numero delle lunghe degenze cioè dei ricoveri lunghi in ospedale o nelle strutture residenziali sanitarie. Grazie a questo servizio il paziente può ricevere le sue cure a casa senza rischiare di trascurare le terapie.

Gli interventi dell’ADI si possono distinguere in:

  • Assistenza Domiciliare Integrata semplice o a bassa intensità. L’assistenza massima è di 5 giorni su 7, per un anno.

Riguarda persone (spesso anziani) non del tutto autosufficienti, che non possono per questo andare di persona presso un ambulatorio medico per alcune prestazioni di base come prelievi di sangue, sostituzione di catetere, medicazioni. I pazienti che accedono all’ADI a bassa intensità hanno bisogno dell’intervento del medico di famiglia (anche settimanalmente) e di ricevere assistenza infermieristica.

  • Assistenza Domiciliare Integrata a media intensità. L’assistenza massima è di 6 giorni su 7, fino a un anno.

Coinvolge tutti i pazienti che non possono accedere allo studio del medico perché non autosufficienti e comprende tutte le prestazioni meno complesse. Il paziente sottoposto ad ADI di media intensità riceve anche l’assistenza da parte del medico di Medicina Generale e dell’infermiere una o più volte alla settimana, mentre le consulenze specialistiche o l’intervento di un assistente sociale possono essere richieste solo se c’è un reale bisogno. Rispetto all’ADI semplice, è possibile eseguire a domicilio determinate prestazioni di particolare impegno professionale attraverso il lavoro congiunto di medico e infermiere.

  • Assistenza Domiciliare Integrata complessa o ad alta intensità. L’assistenza è per l’intera settimana (7 giorni su 7), può durare fino a 6 mesi ed è prolungabile.

Questo genere di prestazione è rivolta ai pazienti non autosufficienti affetti da malattie non invalidanti, invalidanti o terminali e comprende tutte le cure necessarie, sia di tipo medico-infiermeristico che di tipo riabilitativo o assistenziale.

Il medico è presente più di una volta a settimana insieme all’infermiere, per monitorare le condizioni del paziente.

Quando è possibile richiedere l’ADI  Per poter accedere ai servizi di Assistenza Domiciliare Integrata è importante che vengano rispettati alcuni requisiti essenziali:

  • il paziente ha perduto l’autosufficienza, totalmente o solo in parte e per un periodo medio-lungo;
  • il paziente non può deambulare oppure ha bisogno di essere accompagnato in ospedale;
  • il paziente ha bisogno quotidianamente all’aiuto di un’altra persona per svolgere le funzioni di base;
  • il paziente vive in un appartamento o in una casa adatta a un intervento a domicilio;

Assistenza domiciliare integrata: l’iter da seguire

Per poter accedere ai servizi offerti dall’ADI, è necessario avviare un iter ben preciso. Il percorso inizia con la richiesta di ADI che può essere avanzata:

  • dal medico di base del paziente;
  • dal medico ospedaliero;
  • dal paziente stesso (se è nelle condizioni di poterlo fare);
  • dai suoi familiari;
  • dagli Assistenti Sociali;
  • dal Distretto Sanitario del Comune.

Una volta presentata la domanda, questa arriva al Distretto (se non è il Distretto stesso che avvia l’iter) e viene coinvolto un Medico di Medicina Generale, che la valuta e la inoltra, a sua volta, all’Unità Valutativa Multidimensionale (UVM), un’équipe medica che ha lo scopo di approfondire ulteriormente la domanda e il quadro clinico del paziente.

Terminata la fase di valutazione, l’UVM redige un Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) che stabilisce, in base alle necessità del paziente, quale sarà il programma di cure a cui sarà sottoposto, le figure che verranno coinvolte e le modalità con le quali queste cure verranno erogate. Da questo momento, per 6 o 12 mesi, il servizio ADI è attivo e il paziente potrà beneficiare dell’assistenza domiciliare nei giorni stabiliti.

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