I DANNI DELLA SCARPA COL TACCO

Viviamo un periodo storico in cui è quasi un obbligo seguire la moda e le tendenze. Tra queste vi è anche l’uso smodato della scarpa col tacco sempre più alta ed a punta. Ma voi, care donne, siete consapevoli dei danni della scarpa col tacco? I piedi sono quella parte del corpo in grado di sostenerci e di metterci in comunicazione con l’ambiente esterno. Ci permettono, grazie ai numerosi recettori di cui sono forniti, di camminare senza cadere ma a volte, se li obblighiamo ad assumere posizioni scorrette, come nelle scarpe col tacco, possono mal funzionare e farci inciampare. Per tale motivo è fondamentale averne cura. Analizziamo alcune patologie che i piedi possono sviluppare con l’uso delle scarpe alte.

PER L’AVAMPIEDE

METATARSALGIA, NEUROMA DI MORTON, ALLUCE VALGO CON DITA A MARTELLO  Più alto è il tacco più il peso corporeo sarà spostato in avanti, sui metatarsi, i quali col tempo si stancheranno infiammandosi e provocando forte dolore.
Più la scarpa sarà a punta più i metatarsi saranno costretti a frizionare tra loro infiammando i nervi che ci passano in mezzo, i quali ogni qual volta saranno schiacciati, emetteranno delle scariche elettriche che vi costringeranno a fermarvi e togliere la scarpa, ovunque voi siate, per massaggiarvi il piede. Le dita, anch’esse, saranno costrette ad attaccarsi tra loro e a retrarsi pur di adattarsi in uno spazio minore rispetto a quello di cui realmente necessitano. Questo atteggiamento, prolungascarpa con tacco vs scarpa senza taccoto nel tempo, porta alla deformità a triangolo dell’avampiede che consiste nel valgismo dell’alluce con dita a martello così aderenti tra loro da somigliare alla punta della scarpa che tanto vi era piaciuta.
Per non parlare dei fastidiosi “occhi di pernice” che si formeranno tra un dito e l’altro a furia di frizionare tra loro o delle callosità che si formeranno sulla pianta del piede. Ognuna di queste patologie implica il dolore.

PER IL RETROPIEDE

TENDINITI, DISTORSIONI DI CAVIGLIA: Un uso prolungato del tacco alto comporta una posizione anomala del tallone e un lavoro scorretto dei muscoli ad esso correlati. Il muscolo del polpaccio, ad esempio, si accorcerà contraendosi eccessivamente e provocando dolorosi crampi che vi costringeranno a bloccarvi durante quell’importante riunione di lavoro o primo appuntamento recandovi imbarazzo. Per non parlare delle fastidiose bolle o escoriazioni che il contrafforte della scarpa, specie se utilizzata senza calza, potrà creare al tallone a furia di frizionarci magari proprio al primo giorno di utilizzo. Se il tacco è troppo alto e sottile e la scarpa troppo scollata siete a continuo rischio di distorsioni con eventuali cadute soprattutto camminando su terreni irregolari come la pavimentazione in sampietrini tanto diffusa nelle nostre belle città.

I piedi però, non sono gli unici a risentirne dell’uso della scarpa col tacco.  Le ginocchia, ad esempio, saranno anch’esse dolorose in seguito ad un sovraccarico funzionale. Per non parlare della colonna vertebrale, in particolar modo del tratto lombare che, costretta ad assumere posizioni atipiche e disfunzionali, provocherà dolorosi mal di schiena che, solo un bravo professionista sarà in grado di risolvere.

I consigli del podologo per evitare i danni della scarpa col tacco:

  • Riducete l’uso del tacco ad eventi sporadici e cercate di scegliere scarpe con caratteristiche comode.
  • Scegliete quelle col plateau in modo da ridurre il dislivello dal retro all’avampiede ricordandovi che una scarpa fisiologica deve avere tre, quattro cm di altezza della suola.
  • La pianta deve essere il più possibile tonda e di una larghezza tale da ospitare le dita senza costringerle
  • Fondamentale, per una maggiore stabilità, uno o più cinturini alla caviglia.

Ma, il consiglio migliore è quello di lasciar perdere le seducenti influencer che vi indicano come abbigliarvi perché, anche loro, avranno problemi!

Contattateci per maggiori informazioni o per parlare con la nostra associazione.

Vito Calvello  –   Dottore in Podologia specializzato in Posturologia e Patomeccanica del piede

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