Il trattamento del piede sclerodermico

Il trattamento del piede sclerodermico

Un interessante articolo per spiegare il trattamento del piede sclerodermico a firma del dottor Vito Calvello.

Il coinvolgimento del piede nella SSc rappresenta un evento relativamente poco comune ma, in tal caso, severo ed interessa maggiormente i pazienti con forma sistemica e diffusa di malattia piuttosto che limitata.  Le alterazioni che possono essere identificate riguardano la cute, le strutture osteoarticolari ed il compartimento vascolare

La fisiopatologia ulcerativa nella Sclerosi Sistemica è sostenuta, in gran parte, dal fenomeno di Raynaud e relativamente al piede, dalle forze di pressione. Per tale motivo, nel piede con alterazioni vascolari, cutanee e traumi ripetuti da alterata biomeccanica, possono insorgere lesioni ulcerative. Il trattamento del piede sclerodermico, la cura delle ulcere sono parte integrante del percorso assistenziale del paziente sclerodermico al fine di alleviare il dolore e migliorarne la qualità di vita. L’obiettivo non è solo guarirlo dalle lesioni ma, lo scopo primario, è prevenire le ulcere cutanee.

Il trattamento del piede sclerodermico

La prevenzione consiste in regole e atti fondamentali che, il paziente sclerodermico, deve compiere quotidianamente affinché non venga affetto dalla complicanza più temuta; la formazione delle ulcere ischemiche. Il personale sanitario ha l’impegno di inculcare la cultura della prevenzione e l’attenzione del paziente verso il benessere di piede e gamba soprattutto in presenza di ipercheratosi, deformità del piede, varici o pregressa trombosi, in quanto fattori di rischio per la formazione di ulcere.

Le semplici regole di prevenzione del piede sclerodermico, possono essere in tal modo riassunte:

  • Ispezionare i piedi quotidianamente, incluse le aree interdigitali. E’ importante che pazienti e famigliari osservino i piedi verificando l’eventuale presenza di lesioni o deformità, controllando che tra le dita non vi sia un’eccessiva umidità oppure secchezza ai talloni. Ogni alterazione dello stato della cute deve essere comunicata al sanitario di competenza. In tal caso il podologo.
  • Lavare regolarmente i piedi con acqua tiepida corrente e sapone neutro. L’igiene è il primo atto preventivo. I piedi devono essere lavati almeno una volta al giorno con acqua tiepida corrente per circa 5 minuti onde evitare macerazioni della cute utilizzando saponi a pH fisiologico non aggressivi.
  • Asciugare bene i piedi soprattutto nelle aree interdigitali; tamponando con panno morbido di cotone.
  • Mai camminare a piedi nudi ed evitare di indossare scarpe senza calze. Queste disattenzioni aumentano la probabilità di incorrere in incidenti traumatici tali da indurre alla formazione di lesioni, significa aumentare l’esposizione delle stremità alle basse temperature con maggiore possibilità di generare fenomeni vasospastici tali da condurre al fR e alle complicanze che da questo ne derivano.
  • Cambiare quotidianamente le calze; che dovrebbero essere di caldo cotone o lana, non in fibra sintetica, che non costringano la gamba con elastici e cuciture troppo stretti. Sono consigliate anche quelle che separano le dita tra loro evitando lo sfregamento.
  • Indossare scarpe con cuciture esterne; o meglio prive del tutto di cuciture, composte con materiali morbidi che abbiano chiusure in velcro.
  • Quotidiana ispezione e palpazione dell’interno delle scarpe; tale da individuare corpi estranei che potrebbero indurre ad una lesione qualora il paziente non se ne accorga.
  • Per combattere la pelle disidratata devono essere utilizzate creme e/o olii idratanti ed emollienti; evitando le zone interdigitali in quanto di lento assorbimento tale da indurre a macerazioni e aumento dell’umidità e sudorazione cutanea.
  • Tagliare le unghia dritte; non più corte della punta delle dita ed arrotondate senza inserire la forbicina o il tagliaunghie negli angoli, onde evitare lesioni involontarie. Bisogna consultare il podologo se non si è in grado di eseguire un taglio corretto o se si presentano alterazioni dello stato ungueale.
  • Evitare le fonti di calore dirette sul piede; tipo cuscini elettrici, stufette, radiatori, camini o borse dell’acqua calda perché possono condurre ad ustioni.
  • Evitare l’uso di forbici od oggetti taglienti; per la cura dei calli o dei duroni, lo stesso dicasi per gli agenti chimici come callifughi. Per la cura di tali problematiche rivolgersi al podologo.
  • In qualunque caso di ferita informare immediatamente l’operatore sanitario; anche in caso di formazioni pre-ulcerative come vesciche o tagli.

Vito Calvello, Dottore in podologia, specializzato in posturologia e patomeccanica del piede
www.drvitocalvello.it; email: vitocalvello@gmail.com

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