Ulcere sclerodermiche: cosa sono, come trattarle e quando intervenire

Ulcere sclerodermiche: cosa sono, come trattarle e quando intervenireUn interessante articolo sulle ulcere sclerodermiche: cosa sono, come trattarle e quando intervenire.

Freddo intenso? Attenzione alle mani! Coprirle con guanti caldi ed idratarle sempre, un primo passo per prevenire le ulcere sclerodermiche. E se questi accorgimenti non bastassero? 

Ulcere sclerodermiche: cosa sono?

Le ulcere sclerodermiche sono ferite dolorose che portano all’impoverimento della qualità della vita e disabilità funzionale nello svolgimento delle attività quotidiane. Sono causate da alterazione della circolazione sanguigna a carico delle estremità, una non adeguata terapia farmacologica a favorire il flusso sanguigno insieme all’indurimento della cute tipico della malattia (sclerosi) .

Vi sono 3 diversi tipi di lesioni cutanee digitali che possono presentarsi in corso di sclerosi sistemica:

  • le ipercheratosi che hanno la caratteristica di un deposito di colore bianco giallo di dimensioni che variano dai 2 ai 5 mm. Si riscontrano sui polpastrelli e le falangi possono essere senza dolore o provocare un dolore pungente a puntura di spillo alla pressione, alterano la sensibilità tattile.
  • le ulcere di vario grado in cui la dimensione varia da 5 millimetri a diversi centimetri. Possono essere profonde, dal derma fino agli strati più profondi con esposizione tendinea ed ossea. Spesso vi è presenza di necrosi e infezione. Il dolore può essere importante.
  • le ulcere secondarie a calcinosi si manifestano con il deposito di fosfato carbonato di calcio a livello dei tessuti molli e possono essere presenti su tutti i distretti del corpo. Il deposito calcifico può essere solido o molle. Il dolore può essere spontaneo o alla digito pressione. La risoluzione di questo tipo di lesione consiste nella rimozione del deposito di calcio. L’intervento precoce previene la formazione di ascessi e infezioni. E’ pertanto importante procedere con celerità alla rimozione.

Ulcere sclerodermiche: come trattarle?

Le lesioni superficiali senza infezione possono essere trattate al domicilio dallo stesso paziente o nel centro di riferimento ove il paziente esegue gli accertamenti e le terapie di routine. La medicazione andrebbe sostituita giornalmente o ogni 2 giorni. La rimozione delle medicazione deve essere delicata evitando il traumatismo del letto della ferita , bagnando la medicazione con soluzione fisiologica ai fini di favorirne il distacco. Procedere con il lavaggio della lesione con soluzione fisiologica per favorirne il distacco. Proseguire con il lavaggio con fisiologica e detergere con antisettico ( Amuchina 5%, Dermacyn). Nuovo lavaggio con soluzione fisiologica e medicazione con presidio più idoneo. La medicazione dovra’ garantire un giusto apporto di umidità per favorire la guarigione e limitare lo sviluppo di un’infezione.

Chiariamo il diverso utilizzo dei presidi.

  • Le garze Idrogel che mantengono umido l’ambiente, contribuiscono alla detersione della ferita e riducono il dolore
  • Gli antisettici, costituiti da ioni o nano-cristalli di argento, permettono di eliminare un ampio spettro di microorganismi responsabili di infezione batterica
  • Le garze grasse e al silicone contribuiscono a mantenere un ambiente umido evitando che la medicazione rimanga adesa al letto della lesione.
    In caso di ipercheratosi ( lesioni con deposito di colore bianco/giallo su polpastrelli e falangi) si consiglia l’applicazione quotidiana di garza grassa al silicone o idrocolloide sottile.

Ulcere sclerodermiche: quando intervenire?

In caso di cronicizzazione dell’ulcera è utile una terapia antibiotica ad ampio spettro, andranno sempre riferite ad un centro di chirurgia della mano i quadri che elenchiamo di seguito:

  • pazienti con ulcere croniche alle dita con scarso beneficio dei trattamenti di medicazione di base
  • pazienti con deformità alle dita che rendono progressivamente limitate le attività funzionali delle mani come ad esempio anchilosi severe, progressive, rigidità, limitazioni motorie
  • pazienti con dolori cronici alle mani affetti da patologie riferibili a sinoviti e sindromi canalicolari
  • pazienti con calcinosi dolorose o ulceranti
  • pazienti con quadro di instabilità vascolare di uno o più dita con reperti o episodi riferiti di cianosi o sub cianosi . In questo caso il consulto deve essere immediato e tempestivo
  • pazienti con neoformazioni cutanee o vegetanti sospette per neoplasie. Anche in questo caso il consulto deve essere immediato e tempestivo

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